Laghi del Seone e bivacco Vailet

11 Giu 2020 | Escursionismo

Le Valli di Lanzo hanno tantissimi laghi e laghetti incastonati, come gioielli, tra le pieghe della montagna. I Laghi del Seone sono tra questi, una lunga escursione da non perdere, oggi solo parzialmente “addomesticata” dalla presenza confortante del nuovissimo bivacco che può servire anche da punto d’appoggio per trascorrere una nottata immersi in questa natura incontaminata.

ALPI: Graie Meridionali

VALLE: Val Grande di Lanzo

LOCALITA’: Chialamberto

SENTIERO N°: 325, 325B, 324

ESPOSIZIONE: SUD, EST

QUOTA PARTENZA / QUOTA MASSIMA: 865 m /2545 m

DISLIVELLO TOTALE: 1680m (1325m partendo da Vonzo)

DIFFICOLTA’: E

ATTREZZATURA OCCORRENTE: Zaino, Scarponcini da escursionismo, Abbigliamento adeguato alla quota.

DESCRIZIONE ITINERARIO:

Descriviamo il sentiero che parte dal fondovalle (Chialamberto). Chi ritiene che il dislivello complessivo sia superiore al proprio allenamento, può partire da Candiela o da Vonzo, dove esistono buone possibilità di parcheggio, riducendo così il dislivello di circa 350 m.

Dalla piazza della Chiesa di Chialamberto si seguono le indicazioni per il sentiero 325 che inizia a salire dietro la chiesa. Dopo pochi minuti si arriva al bivio 325-325B. Continuiamo sul 325; la variante 325B viene descritta nella nota alla fine.

Il sentiero 325 percorre la “viassi”, la vecchia, bellissima strada comunale che conduce a Vonzo snodandosi tra piloni votivi ,bellissimi castagni e faggi con caratteristici muretti di pietra a secco; intersecata un’unica volta la carrozzabile, sale ampia e regolare, perfettamente selciata. Si passa vicino ad una cappella che aveva la funzione di “posa” per i feretri, nella discesa verso il cimitero comunale. Lungo questo percorso sono state anche posizionate bacheche che illustrano i vari aspetti culturali, naturalistici e devozionali.

Usciti dal bosco si arriva a Vonzo (1230m, 1h), nella piazzetta dove si trova anche l’Agriturismo “La Bellavarda”; si attraversa la borgata in salita seguendo una delle tante “chintane”, per raggiungere la strada asfaltata che passa sopra al paese. A monte di questo tratto di strada, si individua il punto in cui si stacca nuovamente il sentiero 325 (freccia segnavia e bacheca) che, salendo in un bellissimo bosco di faggi sbuca infine su una sterrata (anche questa proviene da Vonzo). Si segue la sterrata in salita a sinistra e, dopo un tornante, si incontra un bivio e si prende ancora a sinistra raggiungendo, con un tratto quasi pianeggiante, il borgo di Chiappili (1439m, 1h45min).

Attraversata la piazzetta (fontana), passare tra le case della frazione lasciando a sinistra la chiesetta di S. Vito dal caratteristico, minuscolo campanile pendente; uscendo dal nucleo di case, subito dopo la terzultima abitazione del villaggio si va a destra (freccia segnavia), nel prato, che si risale verso sinistra su tracce di sentiero, lasciandosi sulla destra alcuni paravalanghe.

Si raggiunge in pochi minuti l’Alpe Ciavanetta (1480m) . Si continua a salire prima in un rado boschetto e poi su ampi pascoli fino a raggiungere l’Alpe Piannu (1530m). Passati in mezzo alle baite, si va a sinistra entrando nel valloncello del rio dei Chiappili. Dopo un tratto quasi pianeggiante, si va di nuovo a sinistra per poi riprendere a salire nel bosco fino ad incontrare la sterrata proveniente da Vonzo. A questo punto, si lascia il sentiero 325 che continua in salita verso il Colle della Forca e si segue la strada verso sinistra (segnavia 324). La strada continua in piano fino ad affacciarsi sul Vallone di Vassola; qui svolta a destra entrando nel vallone e, sempre in piano, si raggiunge l’Alpe Vassola di sotto (1624m, 2h25min) in splendida posizione sulla destra del torrente.

L’ingresso nel Vallone è spettacolare, dai piani limitrofi al Rio Vassola si elevano delle imponenti bastionate rocciose e subito lo sguardo cadrà sulla particolare forma di Testarebbo: sulla sinistra idrografica, dalla montagna, l’elmo di un guerriero sembra fare guardia agli ingressi!

Continuando sulla strada, poco prima della sua fine, si individua a destra la freccia segnavia del 324 che inizia a risalire il ripido pendio erboso sulla sinistra idrografica del vallone (destra della direzione di marcia). Si oltrepassa l’Alpe Liagi (1800m), invisibile fino all’ultimo, e continuando a salire, si raggiunge l’Alpe Balmot (1889m, 3h10min). Qui occore stare attenti a non perdere la traccia che, a causa dell’abbondante vegetazione, è poco visibile. Dopo un tratto a mezza costa in leggera salita, si attraversa il Vassola su placche levigate e scivolose; in estate è presente una fune d’acciaio e, a breve, verranno posizionate delle pedane metalliche per rendere sicuro il guado. A valle del guado ci sono dei salti rocciosi che originano una cascata localmente chiamata “pisai d’la rusa” (pisciatoio della Rossa) prendendo il nome dagli alpeggi della zona. La parte successiva della salita è semplice e segue la naturale alternanza di pascoli e rocce montonate levigate dall’antico ghiacciaio.

Dopo esser passati vicino alle baite diroccate dell’Alpe Rossa di sotto (2093m) si continua per pascoli, entrando infine in una gola, che immette nel bellissimo piano dell’alpe Vailet (2233m, 4h10min). In prossimità dell’alpeggio si trova il nuovo bivacco, posizionato nel 2019, con 12 posti letto. !ATTENZIONE! Nel momento in cui viene scritta questa descrizione, il bivacco non è ancora fornito di materassi e coperte.

Il sentiero prosegue verso ovest, risalendo con alcuni tornanti un ripido pendio che alterna tratti erbosi a tratti di roccia sconnessa; ad un certo punto, in corrispondenza di un bivio a forma di T, si lascia a destra la traccia che porta all’alpe del Seone (2398m). Quando il sentiero passa di fianco ad un laghetto a quota 2500m, lo si abbandona e per tracce verso nord su ampia pietraia si raggiunge subito la conca dove si trova il lago inferiore del Seone (2516m, 5h); con un breve tratto in salita verso Nord-Ovest si raggiunge il lago superiore (2540m).

Il sentiero 324 continua ancora verso ovest in salita e poi, con un mezza costa poco evidente, raggiunge il Colle della Terra d’Unghiasse (2666m, 5h30min).

Segnaliamo, nel piano di Vassola, il bellissimo ponte in pietra raggiungibile continuando a camminare a fianco del torrente dopo il termine della strada. I ponti erano due, ma uno è crollato in seguido ad una piena durante l’alluvione del 2000 ed è stato sostituito da una passerella in legno.

VARIANTE 325B.

Chi decide di percorrere integralmente questo sentiero partendo da Chialamberto, arrivato al bivio poco a monte della chiesa, può seguire in alternativa il sentiero 325B, prendendo a sinistra, che raggiunge Candiela toccando lungo il sentiero diverse borgate: Pianetto, Ca Drò, Case Costa. Questa variante, recuperata e segnalata dai volontari dei CAI Val Grande e Lanzo nel 2019 merita di essere percorsa perché, oltre ad attraversare boschi e borgate molto belle, si snoda lungo una viabilità storica importante, quella che legava alcune famiglie residenti nelle frazioni alle loro tenute in quota.

Arrivati a Candiela, si lascia la borgata sulla destra e si prosegue a sinistra fino ad un bivio (frecce) dove si va a destra in salita (proseguendo invece in piano si scende ad attraversare il Vassola su un’altro bellissimo ponte in pietra, gemello di quello superstite al Piano di Vassola, per poi risalire versola borgata Pianardi). Con breve salita si esce dal bosco in uno spiazzo antistante le Case Cordero (o Casette). Passando dietro la case si attraversa una radura con alcuni faggi secolari e si riprende a salire nel bosco per uscire nei prati sottostanti la borgata di Chiappili. Raggiunta la chiesetta di S. Vito, ci si ricongiunge con il sentiero 325 proveniente da Vonzo. La variante 325B era in disuso ormai da molto tempo ma oggi si presenta piacevolmente percorribile, in tutte le stagioni, per accompagnarci alla scoperta di un nuovo itinerario.

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