Losa d’Alais o Parete delle Masche (2000m)

6 Lug 2021 | Arrampicata, News & Articoli

Andrea Bosticco ci comunica di aver finito i lavori di ripristino delle vie YAYA, FOR MINA e PRIMI PASSI NELLA FOLLIA.

In progetto anche la richiodature di altre linee su questa bella parete, a torto finora un po’ dimenticata e poco conosciuta. Per la bellezza del luogo e grazie alle difficoltà non eccessive merita di essere maggiormente frequentata.

la Losa vista da sotto

Losa d’Alais – Vallone d’Arnas in Valle di Viù

di Andrea Bosticco 

la parete della Losa sovrasta il santuario di Sant’Anna nel Vallone d’Arnas. Una placconata di oltre 200 metri di sviluppo, presenta una roccia molto lavorata, dall’aderenza strepitosa.

Quota: 1650m

Dislivello avvicinamento: 100m

Sviluppo: 220-250m

Esposizione: Sud-Ovest al sole dalle ore 10.00

Periodo per arrampicare: si sconsiglia di arrampicare alla Losa nelle giornata più calde. Le stagioni ideali sono l’autunno e la primavera.

l’estetico diedro di FOR MINA (foto M. Cecchin)

Avvicinamento stradale:

si percorre tutta la Valle di Viù fino a Usseglio. Superato l’abitato si raggiunge la frazione del Crot. In corrispondenza del Ristorante Hotel La Furnasa, si devia a destra entrando nel Vallone d’Arnas. Si percorre la stretta strada dell’Enel fino a giungere ai cartelli in legno indicanti la partenza del sentiero per il Rifugio Cibrario. Al tornante successivo si può parcheggiare l’auto (ampi spazi sulla strada). Nella curva, sulla massicciata in cemento si legge la scritta Losa in bianco.

sulle placche di FOR MINA (foto M. Cecchin)

Avvicinamento a piedi:

dal tornante dopo la partenza del sentiero per il Rif. Cibrario nel Vallone d’Arnas (scritta Losa sul muro) seguire la traccia che attraversa in piano la distesa prativa fino a raggiungere il pilone della teleferica. Ignorare la freccia di vernice sul basamento del pilone e proseguire in piano lungo il sentiero. Arrivati in corrispondenza del canalone si scende per esile traccia fino a oltrepassarlo. Si prosegue attraversando il bosco con alcuni brevi sali-scendi uscendo dalla vegetazione in corrispondenza della cascata. Si scende per una cengia sulle rocce alquanto esposta (corda fissa). Attraversato il torrente si risale la placca levigata (corda fissa). Proseguire a destra e scendere brevemente per risalire il dosso erboso fino a incontrare i primi massi della pietraia. Salire seguendo gli ometti tenendosi sulla sinistra fino alla base della parete in corrispondenza di un masso dove si possono lasciare gli zaini. (40 min).

Sentiero di accesso

Note:

Il materiale è stato finanziato dal Gruppo Valli di Lanzo in Verticale e dal CNSAS di Usseglio.

Un doveroso grazie ai fratelli Luca e Matteo Enrico, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

scorci sul Vallone d’Arnas

1) via YAYA

niziamo con le informazioni tecniche per chi vuole approfittare della recente richiodatura della via YAYA .

Rispetto all’originale è stata in parte rettificata.

Aperta da Bosticco Andrea e Molino Fabio il 10/05/1998 dal basso, interamente attrezzata

Sviluppo: 250m

Difficoltà max: 6a 

Difficoltà obbl.: 5b

Materiale: la via si può affrontare con una corda singola da 70m

L1 5c, L2 5b,L3 6a,L4 6a,L5 5b,L6 5c

Linea verticale, difficoltà omogenee, la via più facile e meglio attrezzata della parete.

All’epoca dell’apertura vennero impiegate 45 placchette zincate, fissate con tasselli M8 di cui 12 solo per le soste. Va da se che per ogni tiro se ne trovavano non più di 5!

Con la recente opera di recupero, sono state realizzate 7 lunghezze e per ogni tiro circa 10 spits. Il materiale utilizzato è acciao inox con tasselli M10.

2) via FOR MINA

Il 18 agosto 2021 è stata ripristinata la via FOR MINA

E’ la via che sale direttamente in corrispondenza del gran diedro in cima alla parete, già salito da Balagna.
Sono venuti fuori 7 tiri da circa 35 metri ciascuno, va da sè che la via può essere ripetuta con una singola da 70 metri doppie veloci e filanti.
I tiri sono stati in parte rettificati, raddrizzati la dove possibile per dare una certa omogeneità alla scalata e alla difficoltà.
L’arrampicata è quasi sempre su placche o muri belli dritti ma molto lavorati, fatta eccezione per il tiro finale: un bellissimo diedro ad arco fessurato sul fondo che obbliga ad una dura salita in opposizione molto sostenuta.
La chiodatura del diedro era in origine molto parsimoniosa, mentre ora permette di salire in tranquillità anche laddove dovessero venire meno le forze. Sembra di arrampicare sul calcare, con molto dolore per le mani.
Il materiale utilizzato: 7 soste collegate con cordone e maglia rapida per le calate (14 spits) più 55 sulla via.
Sviluppo: 220m
Difficoltà max: 6a+ nel diedro di continuità, 6a alcuni passaggi sui tiri
Difficoltà obbl: 5c
Materiale: 12 rinvii e una singola da 70 metri
La via venne aperta da Bosticco Andrea, Molino Fabio e Aristarco Tanya il 29 marzo 1998
vie YAYA e FOR MINA

3) via PRIMI PASSI NELLA FOLLIA

la via PRIMI PASSI NELLA FOLLIA attacca nel punto centrale della parete in corrispondenza di un diedro verticale e nerastro. percorre tutta la parete fino alla sommità nel punto più alto. Continua nelle difficoltà dichiarate, si svolge su ottima roccia. Le due lunghezze centrali offrono una arrampicata di rara eleganza, molto delicata e di difficile lettura.

La via venne aperta il 18 ottobre 1997 da Bosticco Andrea e Molino Fabio. Interamente attrezzata con tasselli M8 e piastrine zincate a distanza considerevole (la richiodatura è stata effettuata con materiale inox ed è stata ridotta la distanza tra i punti di protezione, N.d.R.). La prima via aperta dal basso in assoluto, un banco di prova per quel giorno.

Sviluppo: 220m

Difficoltà max: 6a

Difficoltà obbl.: 5c

Materiale: per una ripetizione portare 12 rinvii oltre alla normale dotazione personale. La salita si può effettuare con una corda singola da 70m o due mezze da 60m

via PRIMI PASSI NELLA FOLLIA

 

 

 

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