Vallone di Sea – Sperone di Gilgamesh – via Dinoru

1 Set 2023 | Aggiornamenti della Guida, Arrampicata, Articoli e racconti, News & Articoli

La via DINORU

                                                                                                                                   A Dino,                                               

 

Un anno fa ripercorrendo la via “Le Ruote degli Ittiti” avevamo intravisto, tra le pieghe di questo bello sperone, la possibilità di tracciare una nuova linea, completamente indipendente da quella esistente. I passaggi sembravano promettere bene e forse, pensavamo, si sarebbe potuto finalmente aprire la tanto sospirata “via facile” che di fatto in Sea non esiste.

Lo Sperone di Gilgamesh

A distanza di un anno siamo tornati, oggi il 31 di agosto, quando le ombre si fanno lunghe e si ha la percezione che ormai l’estate sta per morire, anche il classico “mese della vacanza” è finito, alla frenesia della stagione estiva, delle lunghe giornate passate a rincorrere il sole e le stelle sulle più alte pareti, si scivola verso l’autunno, con i suoi colori e la sua luce.

Sguardi verso il Trono

Oggi Sea era particolarmente bella, con le ombre che tagliavano di netto i diedri, che sembravano quasi disegnati. E lassù in alto le grandi montagne, immobili nell’attesa dell’inverno, a farci ancora una volta dono dei loro spazi infiniti.

Giochi di ombre e luci sul Trono

La via l’abbiamo fatta, una bella via ma anche questa volta Sea ci ha beffato. La “via facile” si vede che non vuole proprio concederla. Non che sia davvero difficile ma nemmeno così facile da poter essere percorsa da chi magari ancora non è avvezzo a queste rocce.

Dino Ruotolo al Torrione del Gallo, in Sea

In ogni caso una via per diventare tale deve avere un nome, come tutto ciò che nasce, forse essa solo non morirà mai. Allora abbiamo pensato di dedicarla a un amico che dalle alte vette non ha fatto ritorno, abbiamo pensato di dedicarla a Dino Ruotolo, “dinoru” come firmava le sue imprese alpinistiche. Quella che poteva essere la grande avventura da raccontare durante qualche gita o in una notte di capodanno si è trasformata nell’ultima; chissà forse bastavano pochi metri, ancora un traverso, una manciata di tempo rispetto a quello già vissuto sulla grande cresta, e invece Dino e il suo amico si sono per sempre portati dietro il mistero di quegli ultimi istanti.

Dino in una giornata di sole in Verdon

Ci sembra giusto dedicarla a Dino soprattutto a una settimana dal settimo raduno “Val Grande in Verticale”, a cui Lui sempre aveva partecipato con grande entusiasmo, fin dalla prima edizione. Purtroppo quest’anno non lo vedremo arrivare trafelato in ritardo alla cena o alla festa di fine evento, non lo potremo vedere ma qualcosa di Lui vivrà comunque su quelle rocce.

ancora Dino in parete

Speriamo allora che la via sarà ripetuta, fosse anche solo per rendere omaggio e mandare un ricordo e un saluto a Dino.

 

31 agosto 2023

Luca Enrico

C.A.A.I. e Gruppo Valli di Lanzo in Verticale  

 

SPERONE DI GILGAMESH – VIA DINORU

 

Nome via: Dinoru

Alpi: Graie meridionali

Valle: Val Grande di Lanzo

Località: Forno Alpi Graie (1220m)

Prima salita e data: L. Enrico, M. Enrico ; 31/08/2023 e 02/09/2023 per il primo tiro

Esposizione: sud-est

Sviluppo: 210 m

Scala proteggibilità; grado max e obbl: II/RS2 ; 6b max / 6a+ obbl.

Materiale in posto:  spit-fix dove non ci si può proteggere

Materiale occorrente: 12 rinvii, friend BD n°0.2, 0.3, 0.75, 1, 2. Corde 55m.

Ricordando il curioso intercalare di Dino

 

Note con breve descrizione:

Una bella linea a sinistra della classica “Le Ruote degli Ittiti”, a cui si può abbinare per trascorrere una piacevole e lunga giornata di arrampicata su questa solare struttura a due passi dal pianoro di Balma Massiet. Abbiamo voluto dedicare la via all’amico Dino Ruotolo, che firmava le sue gite con il nomignolo “dinoru”, purtroppo scomparso a luglio sul Monte Bianco. Un bel modo per ricordarlo soprattutto a una settimana dall’inizio del settimo raduno “Val Grande in Verticale” a cui Lui aveva sempre partecipato, fin dalla prima edizione.

 

Avvicinamento

Da Forno Alpi Graie raggiungere l’inizio del pianoro del Massiet, dove vi è il circuito di massi “Polvere di stelle” (vedi). Superare il circuito di massi e monotiri e salire leggermente su un conoide alluvionale poco dopo aver oltrepassato il masso dell’“Asteroide” e seguirlo in salita verso una rampa a destra, che muore contro lo “Sperone di Gilgamesh” (ometti). Superare una breve pietraia e arrivare alla base della rampa che diviene terrazza rocciosa dove si trova l’attacco originale di “Le Ruote degli Ittiti”. Invece che salire sulla rampa costeggiarne la base verso destra fino al diedro dove attacca la via (spit-fix visibili). (50’ da Forno Alpi Graie).

primo tiro

linea generale a partire da S1

 

Breve descrizione lunghezza per lunghezza

L1-salire il primo muretto compatto portandosi sotto alla fascia strapiombante (roccia rossastra mediocre per circa 7 m dalla partenza, prestare attenzione) che dà accesso al diedro. Superarla e proseguire con arrampicata via via più facile su grosse prese nel diedro fino a sbucare sulla terrazza rocciosa. Non andare alla sosta di sinistra di calata (e sosta zero della “Le Ruote degli Ittiti”) ma proseguire sui gradoni soprastanti (uno spit-fix) fino alla sosta in comune con “Le Ruote degli Ittiti” e che segna l’inizio vero e proprio di tale via. Tiro all’inizio atletico poi su grosse prese. Tiro aperto dall’alto per disgaggiare e pulire. Grado 6b

il diedro di L1

L2 Invece di salire dritti e un po’ a destra sopra la sosta (visibile chiodo della “Le Ruote degli Ittiti”), ci si sposta nel diedro spaccatura a sinistra (spit-fix visibile). Superato il diedro si prosegue verso sinistra fin sotto i tetti che delimitano lo spigolo di sinistra della parete. Si superano i vari ribaltamenti fino a seguire la più facile rampa rocciosa sempre verso sinistra. Si consiglia di allungare lo spit prima di iniziare a traversare. Alla fine della rampa salire dritti fino al comodo terrazzo roccioso dove si sosta. Tiro che con una serie di ribaltamenti tra i diedri si insinua tra i tetti. Grado 6b

tra i tetti : L2

L3-salire sopra la sosta e seguire la bella placca (linea di sinistra, quella a destra è la placca di “Le Ruote degli Ittiti”. Tiro di placca pura. Grado 5c.

placca L3 

L4-superare il diedro fessurato sopra la sosta fino a dove inizia il muro che dà accesso a una grande lama con andamento destra-sinistra. La si segue fino a ribaltarsi con un più difficile passo su un gradino roccioso da cui poi facilmente si perviene alla terrazza di sosta. Tiro inizialmente in diedro fessurato, poi atletico con ostico passo finale. Grado 6a+

L5

L5-salire la placca fino a una stele (usare cautela) e quindi superare il difficile bombamento soprastante, quindi dritti fino alla cengia con ginepri e ontani. Aggirare sulla sinistra la fascia di vegetazione e tornando verso destra salire ancora uno spigolino fino alla sosta. Tiro di placca verticale. Grado 6b

L6-Dalla sosta non salire dritti verso un evidente diedro fessurato appoggiato ma traversare a destra (spit-fix visibile). Superare un gradone e proseguire traversando verso destra (3 spit-fix) fino alla sosta di “Le Ruote degli Ittiti”. Tiro facile di placca. Grado 4c

alla fine di L6

L7-non andare verso gli spit di destra ma salire dritti superando un primo ribaltamento che dà accesso alla placca muro. Scalarla seguendo la linea degli spit e quindi traversare a sinistra lungo la ruga (per le mani si tiene la ruga alta, per i piedi si sfrutta la cornice bassa) fino a un alberello. Qui salire dritti, prima con un passo più difficile e poi più facilmente si perviene all’ultima sosta di “La Ruota degli Ittiti”. Tiro di muro che segue prima la placca e poi una bellissima e provvidenziale doppia cornice. Grado 6a+

la bella placca di L7

Discesa

Prime 4 doppie su “Le Ruote degli Ittiti”. Alla fine della terza doppia si arriva su una larga cengia (senza sosta) che bisogna poi seguire verso sinistra (faccia a monte) per arrivare alla sosta. Da questa fino alla sosta sopra la placca, quindi calarsi alla sosta S2 della nostra via. Da questa fino alla sosta di calata sulla terrazza rocciosa (1 spit-fix inox+1 spit con placchetta rossa e 1 spit con placchetta rossa sbiadita)  e quindi fino alla base.

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