LA MANDRIA: PORTA DELLE VALLI DI LANZO

Il Parco Regionale Naturale La Mandria (https://www.parchireali.it/parco-naturale-la-mandria/), o più semplicemente La Mandria, non è geograficamente parte delle Valli di Lanzo ma la fuga prospettica del lungo muro di cinta, che la delimita e che corre a fianco della SP1, non a caso conosciuta come la “Direttissima della Mandria”, sembra catapultare direttamente a Lanzo il viaggiatore diretto verso le valli.
Se si transita dalla Mandria è perché si sta andando nelle Valli di Lanzo e quindi la si può considerare a tutti gli effetti un’appendice di queste, anzi il preludio agli ambienti naturali che inebrieranno i nostri sensi poco oltre.

La Mandria in effetti è un parco stupendo, un mondo a parte fatto di foreste e immensi prati che si estendono a perdita d’occhio, andando quasi a confondersi con la sagoma delle prime montagne. Viali infiniti conducono in ambienti che hanno un qualcosa di magico, un mondo naturale separato dalla vicina “civiltà”, dove i colori cambiano a seconda delle stagioni e dove trovano rifugio molteplici specie di animali.

La creazione di questa, un tempo, “riserva di caccia reale” ha avuto il merito di preservare un lembo di territorio dall’antropizzazione conservando, come fossero dei fossili, i boschi che un tempo ammantavano la Pianura Padana; la cosiddetta “foresta planiziale”. Non per nulla La Mandria è annoverata dall’UNESCO tra i siti “Patrimonio dell’Umanità”, andando ad includere anche le antiche residenze che ivi si trovano.

La Bela Rosin

Il Re Vittorio Emanuele II
Il Castello è una mirabile opera architettonica, oggi visitabile e ancora completa di tutti i suoi arredamenti, che dal 1859 venne utilizzato da Vittorio Emanuele II di Savoia grande appassionato della caccia. Oltre a riserva di caccia La Mandria fu delineata nei suoi confini ed edifici per essere residenza dell’amante, e poi moglie morganatica, Rosa Vercellana, nota come “La Bela Rosin”. Per i figli il re fece anche edificare le cascine “Vittoria” ed “Emanuella”, oggi conosciuta con il nome di Cascina Rubbianetta. Di rara bellezza è il padiglione di caccia, dedicato alla Bela Rosin, noto come “La Bizzarria”, ubicato vicino all’ingresso di San Gillio ed oggi purtroppo versante in uno stato di deplorevole abbandono.

Il Castello
Nel 1887 i Savoia cedettero la tenuta ai Marchesi Medici del Vascello che negli anni la trasformeranno in un’area per la produzione agricola, con decine di cascine tra cui la “Peppinella”, edificata nel 1926 e, a partire dal 1935, usata come impianto di imbottigliamento del latte. A inizio del 1900 nella Mandria lavoravano più di 900 persone.

Irene Stella davanti a La Peppinella
A partire dal 1946 i Medici del Vascello iniziarono però a disfarsi di pezzi della Mandria e ciò che rimaneva ancora di loro proprietà, ben 6.571 ettari, nel 1976 venne ceduto alla Regione Piemonte che due anni più tardi istituì l’attuale parco, donando così alla popolazione la possibilità di godere di un’area protetta naturale tra le più belle e grandi d’Europa.

sullo sfondo le montagne delle Valli di Lanzo
Una storia che merita di essere raccontata è quella dello yougurt Mandriot che veniva prodotto all’interno del parco negli anni ’80 del secolo scorso, il nome stesso ne indica chiaramente la correlazione. Il sito produttivo era ubicato presso la già menzionata Cascina Peppinella. Questo edificio venne realizzato nel 1926 e dal 1935 usato per l’imbottigliamento del latte, nel primo padiglione, che si incontra arrivando dal panoramico viale alberato, si può infatti notare sull’architrave del portone l’effige di una testa di bovino.

Il complesso è più simile a un fabbricato industriale che agricolo, all’edificio principale, sovrastato da una torre con l’orologio e abbellito da un affresco, fanno da ali due lunghi padiglioni, in centro si fa notare un bel pozzo coperto da una tettoia con ornamenti lignei. Nel 1943-44 la Peppinella venne adibita a campo di prigionia ma negli anni ’80 riacquistò con vigore la sua vocazione agricola-casearia divenendo centro di produzione del Mandriot.

Lo yougurt veniva fatto con latte appena munto e richiedeva 12 ore di produzione, come ricordava il martellante e fortunato spot che all’epoca imperversava in televisione (https://www.youtube.com/watch?v=_TmIKAVD-ws). Nonostante la sua bontà a fine degli anni ’80 il marchio venne ceduto alla Yomo, la produzione cessò e se ne perdette la memoria. Con la fine della produzione anche la Peppinella iniziò un lento declino verso l’abbandono, senza che nessun progetto di recupero si sia mai concretizzato; oggigiorno purtroppo gli infissi rotti o mancanti, i locali vuoti e disadorni, le tettoie scheletrite senza più tegole ci fanno solo immaginare cosa potesse essere un tempo. Il marchio Mandriot è oggi di proprietà di un’azienda veneta che ha fatto una nuova linea di prodotti ma certo non sarà mai più come quello originale intimamente legato alla Mandria.
Per approfondimenti vedasi:
Parco La Mandria – passami il sale
Il Castello della Mandria | La Venaria Reale | La Venaria Reale
Sta arrivando Mandriot, lo yogurt che nasceva a La Mandria
abbandonografando: Ex-Stabilimento Mandriot: i fermenti lattici non più vivi
Giugno 2026
Luca Enrico







































