Quota 2450m della Dent d’Ecot – Via Occhi nella Notte

21 Ago 2026 | Arrampicata, News & Articoli

Quota 2450m della Dent d’Ecot – Via Occhi nella notte

 

 

Nome via: Occhi nella notte

Alpi: Graie meridionali

Valle: Val Grande di Lanzo

Località: Rifugio P. Daviso (2280m)

Prima salita e data: L. Enrico, M. Enrico, A. Ippoliti ; 19/08/2026

Esposizione: est

Sviluppo: 300m

Scala proteggibilità; grado max e obbl: II/RS2 ;  6b max, 6a obbl.

Materiale in posto:  50 spit-fix comprese le soste

Materiale occorrente: una serie friend BD dal n°0.3 al n°4, un paio di fettucce lunghe, 10 rinvii,  corde 55m. La via può essere raggiunta comodamente in scarpe da ginnastica, ammesso che non sia presente il nevaio sul torrente sottostante il rifugio Daviso, nel qual caso è meglio avere delle calzature rigide.

 

 

 

Note con breve descrizione:

il tempo stringe, il meteo è inclemente, così decidiamo di partire direttamente da Forno Alpi Graie senza pernottare al Daviso. Alle ore 4.40, in piena notte, iniziamo a camminare; Alessio ci precede ma arrivato in prossimità del grande e caratteristico masso si ferma, quando lo raggiungiamo ci fa segno di guardare nella boscaglia davanti a noi. Puntiamo la frontale; due paia di occhi ci stanno osservando, affiancati, immobili, silenziosi, acquattati nel bosco. Non sono occhi di erbivori. Se distogliamo il fascio luminoso e poi lo indirizziamo nuovamente le quattro pupille sono sempre lì, a rifrangere la nostra luce, non scappano, sembrano seguirci attentamente nei nostri movimenti. Due lupi? Chissà…

Nasce così “Occhi nella notte”, una via che a noi è piaciuta, comodissima se si parte dal Daviso e raggiungibile senza sobbarcarsi gli eterni avvicinamenti della Gura, senza dover scrutare e capire le condizioni dei ghiacciai ormai morenti, una via che permette di scalare rilassati in uno dei posti più belli e grandiosi delle Alpi. Il pernottamento al Daviso è consigliato, il rifugio è molto bello e accogliente ed ottimamente gestito dai volontari del CAI di Venaria Reale. La via percorre la prima evidente parete delle propaggini della Dent d’Ecot, sovrasta il sentiero che dal Daviso porta al ricovero Ferreri e si trova poco prima dell’attacco della lunghissima cresta est sud-est della Dent d’Ecot (https://www.vallidilanzoinverticale.it/news/dent-d-ecot-cresta-est-sud-est-3402m/) . L’attacco è posto in un evidentissimo diedro inclinato ben visibile dal Daviso e inconfondibile.

 

diedro d’attacco

 

 

Un grazie va al Rifugio Paolo Daviso  ed al C.A.I. sezione di Venaria per aver sponsorizzato l’opera 

Chiodatura realizzata dal “Gruppo Valli di Lanzo in Verticale”

 

scatola di fix

 

 

Avvicinamento

Da Lanzo seguire le indicazioni per la Val Grande (Cantoira, Chialamberto, Groscavallo) e arrivare fino in fondo alla valle, all’ultimo paese, Forno Alpi Graie (1220m). Posteggiare l’auto nell’ampio piazzale o ancor meglio subito prima del ponte sulla Stura. Da Forno A.G. seguire il sentiero N°315 per il rifugio Daviso. Dopo circa 550m si arriva al vasto pianoro del Gias di Lei. Al suo termine il sentiero supera il torrente e prosegue sulla destra giungendo al rifugio (2280m, 2h30’).

 

avvicinamento

 

Dal Daviso (2280m), sotto la massicciata del rifugio, all’incirca dove ci sono i bagni, reperire il sentiero segnato con bolli bianco-rosso N°316. Questo, dopo un’iniziale discesa, supera il torrente (possibile presenza di nevaio anche a fine stagione, informarsi presso il rifugio se è necessario avere delle scarpe rigide, in quanto al mattino la neve è dura) e inizia a traversare verso il ricovero Ferreri-Rivero (2207m). Superato il torrente dopo poco si oltrepassa un altro piccolo corso d’acqua che crea sotto al sentiero un breve salto roccioso, si nota quindi una grande freccia dipinta che indica il sentiero per il Ferreri. Appena prima della freccia salire l’evidente morena ricoperta di pietre e rododendri. Non seguirla fino al suo termine perché si andrebbe all’attacco della Cresta della Dent d’Ecot ma tagliare verso destra all’altezza dell’evidentissimo diedro inclinato da destra a sinistra (quota 2320m, 30 minuti dal rifugio).

 

la via

 

 

Breve descrizione lunghezza per lunghezza

L1 – Il diedro inclinato nella sua parte bassa forma una strozzatura erbosa, attaccare sulla sinistra (spit-fix visibile) su roccia verticale ma ben ammanigliata fino a ribaltarsi su una cornice. Seguirla verso destra per entrare nel diedro. Scalarlo stando verso il suo spigolo di sinistra, fino al pulpito alla sua sommità (alcuni spit-fix senza possibilità di integrare). Sosta attrezzata per la calata. Difficoltà 5c;

L2 – superare il piccolo strapiombo sopra la sosta (una buona tacca risulta provvidenziale) e poi scalare il bellissimo muro verso destra seguendo la linea degli spit-fix (serve solo un friend n°2). Ribaltati su una zona più erbosa si trova la sosta attrezzata per la calata. Grado 6b;

 

L2

 

L3 – dalla sosta non salire dritto ma andare a destra su terreno inizialmente un po’ disturbato dall’erba ma che diventa via via più roccioso e pulito. Finito il traverso ascendente a destra si supera un gradino e quindi per lame e rocce articolate si torna verso sinistra pervenendo alla sosta posta sotto al bordo aggettante che sostiene la cengia soprastante. Alcuni spit-fix e necessità di integrare. Allungare le protezioni. Grado 5a;

L4 – ribaltarsi sulla cengia e salire sullo speroncino di rocce rotte (qui si trova la sosta S3 bis che sarà usata per la calata) puntando all’evidente spaccatura verso sinistra. Raggiuntala salire su un sistema di fessure verticali uscendo quindi a sinistra (uno spit-fix), con un passaggio strapiombante, sullo spigolo (proteggersi all’uscita con una fettuccia lunga o due fettucce accoppiate su ottimo spuntone). Proseguire quindi per risalti rocciosi fessurati (uno spit-fix indica il percorso) fino alla sosta. Tiro lungo. Grado 5c;

L5 – scalare le belle fessure a destra della sosta (nessun spit-fix, ci si protegge ottimamente con i friend) fino a una crestina che si segue fino alla sosta attrezzata per la calata. Grado 5b;

 

L5

 

L6 – vincere un non facile passo a destra della sosta per prendere poi la fessura-lama ad arco rovescia da destra a sinistra, meno facile di quanto possa apparire. Al termine della fessura-lama andare progressivamente verso destra raggiungendo un’ottima cornice erbosa dove si trova la sosta. Qui è visibile, accanto ad essa, un vecchissimo chiodo di un qualche itinerario sconosciuto che probabilmente arrivava da destra. In alto verso destra, in una fessura, si può scorgere un secondo chiodo. Grado 5c;

L7 – dalla sosta salire il muro a sinistra (diversi spit-fix, non servono friend) con bellissima arrampicata su tacche (sicuramente uno dei tiri più belli della via) arrivando sulla sommità della parete. Grado 6a+

 

L7 bellissimo

 

 

Discesa

1) Da S7 a S5

2) Da S5 non scendere verso S4 ma calarsi dritti raggiungendo la cengia sottostante. Qui si trova uno spit-fix dove potersi assicurare.

3) Assicurarsi sullo spit-fix e procedere brevemente a piedi verso sinistra (faccia a monte) scendendo quindi facilmente sulla pietraia fino alla sosta S3 bis attrezzata per la calata.

4) Da S3 bis a S2

5) Da S2 a S1

6) Da S1 alla base

In discesa se si vuole evitare la risalita al Daviso si può traversare al ricovero Ferreri e da questo fare il sentiero che scende ripido (disturbato dalla vegetazione ma recentemente, primavera 2026, un po’ ripristinato) raccordandosi in basso a quello del Daviso.

 

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