Torre d’Ovarda p.ta orientale (2922m) – parete nord nord-est – via Giusto o sbagliato che sia
Nome via: Giusto o sbagliato che sia
Prima salita e data: L. Enrico, M. Enrico, A. Ippoliti, L. Rocchietti ; 17/08/2026;
Esposizione: nord nord-est
Lunghezza: 220 m circa di sviluppo
Scala proteggibilità; grado max e obbl: TD ; VII max, VI+ obbligatorio
Materiale in posto: 29 spit-fix comprese le soste
Materiale occorrente: una serie di friend BD dal n°0.3 al n°4, 10 rinvii. Corde 55m

sotto al primo tiro
Note con breve descrizione:
Partiti per ripetere e posizionare le soste sulla semi sconosciuta e un po’ misteriosa via di Giusto Gervasutti, aperta il 9 luglio 1939 in compagnia della sig.na Maria Teresa Galeazzi e di Sergio Levi Lanzuolo, subito ci accorgiamo di quanto sia davvero misteriosa, non aiutando di certo (anzi forse confondendo le idee) la scarna relazione redatta da Pino Dionisi per la Rivista Mensile del 1972, in cui cercava di ricostruire la sua salita datata 1947. Se quella era forse la prima ed unica ripetizione fino al 1972 in seguito non è certo che ci sia stata la fila di arrampicatori e quindi diventa piuttosto arduo ricostruire la storia e l’attacco giusto di questa via, essendo la logica non supportata dallo schizzo e da quanto scritto.



Dopo il primo tiro ci accorgiamo che la via del ’39 non poteva essere lì ed allora è così che, se non riusciamo a ripetere la via di Giusto Gervasutti, “Giusto o sbagliato che sia” tiriamo dritto per un nostro nuovo itinerario.

Primo tiro
La via non è particolarmente difficile ma l’arrampicata è resa impegnativa talvolta dalla roccia da verificare e talvolta dai tratti erbosi che obbligano a ristabilimenti delicati, l’ultimo tiro è tecnicamente il più difficile. Una via con degli spit ma che non è “una via spittata”, una via che non è “plaisir”, una via per amatori ma che permette però di vivere una bella giornata di montagna in luoghi stupendi, una piccola avventura su una parete lontana e selvaggia, scalata pochissime volte. Nel complesso chi andrà a ripeterla rimarrà soddisfatto e se non lo sarà potrà sempre consolarsi con l’ottima toma del margaro dell’Alpe d’Ovarda (se si decide di partire da Lemie), che prima di incamminarci per la nostra avventura ci ha offerto il caffè attorniato dai suoi tanti e simpatici cani.

L’Alpe d’Ovarda
Si ringrazia il Comune di Lemie per l’appoggio logistico fornito.
Avvicinamento
L’approccio alla parete avviene dal Colle Paschiet (2431m) in pochi minuti. La parete si trova appena sotto al colle sul lato Val d’Ala. Il colle può essere raggiunto sia dalla Val di Viù che dalla Val d’Ala. Se si opta per quest’ultimo versante è possibile pernottare al Bivacco Gandolfo (2301m), da cui in circa 45 minuti si raggiunge la parete.

verso il Col Paschiet (Lemie)
Dalla Val di Viù: superato Lemie poco prima di arrivare a Chiandusseglio si svolta per frazione Inversigni proseguendo fino alla Cappella di San Bartolomeo (1410m), da dove la strada diventa vietata. Posteggiata l’auto si risale il bellissimo Vallone d’Ovarda fino all’omonima Alpe (1890m) (abitata in estate dal pastore e dove si può acquistare un ottimo formaggio), da qui in 1 ora si arriva al Colle, si passa sul lato Val d’Ala e in pochi minuti a sinistra sulla pietraia all’attacco.
Dalla Val d’Ala: giunti a Balme si svolta sul ponte poco prima del paese raggiungendo frazione Cornetti e da qui fino in fondo alla strada a frazione Frè (1450m). Posteggiata l’auto si segue quindi il sentiero per gli stupendi Laghi Verdi dove sorge il Bivacco Gandolfo (2301m) e da qui in circa 45 minuti al Col Paschiet, da cui si taglia a destra sulla pietraia in direzione dell’attacco.
La parete nord nord-est (al mattino è al sole), vista dal Paschiet, si presenta come una vasta muraglia delimitata a sinistra dalla Cresta nord-est e a destra da una ripida e compatta parete divisa dalla porzione di sinistra della restante parete da un profondo e lungo camino, alla cui base si trova una evidente grotta nerastra squadrata. La via attacca più o meno a metà tra la cresta e questa grotta, in prossimità di una specie di “pera” rocciosa. L’attacco è nel camino alla destra della “pera”.

la via inizia a destra della “pera”

Tracciato via
Breve descrizione lunghezza per lunghezza
L1-salire per rocce ben appigliate a destra della “pera” rocciosa (1 spit-fix con cordone indica l’attacco), entrando quindi nel camino. Con una spaccata ci si porta sulla sua parete di sinistra che si risale su roccia ben ammanigliata ma umidiccia. Al suo termine si traversa a sinistra aiutandosi con l’erba della nicchia soprastante in cui ci si ribalta. Alcuni spit-fix sul tiro. Grado V;

attacco via
L2-salire sulla parete a sinistra della sosta, all’apparenza facile ma con roccia da tirare con molta cautela. Alla fine della paretina non proseguire sulla parete aggettante e rossastra di sestra ma doppiare lo spigolo di sinistra entrando in una conca di roccia ed erba. Traversarla con cautela da destra a sinistra uscendo, per un ultimo risalto di blocchi incastrati, a una piccola sella, alla cui sinistra si apre un catino erboso/roccioso. Alcuni spit-fix sul tiro. Sosta attrezzata per la calata. Grado V;
L3-salire sul pilastrino di roccia compatta e abbastanza buona sopra la sosta (spit-fix), al suo termine traversare progressivamente a sinistra su roccia cercando di evitare le zone più erbose, alcuni spit-fix indicano la direzione. Raccordando le varie costole rocciose divise da tratti erbosi si raggiunge un’ultima breve placchetta che conduce alla sosta attrezzata per la calata. Grado IV+ ma c’è da considerare la delicatezza della progressione spesso disturbata dai tratti erbosi. Tiro lungo, allungare le protezioni.

Terreno “misto” su L3
L4-salire a destra della sosta sul pilastro soprastante all’apparenza molto più bonario di quanto si riveli. Al suo termine salire verso sinistra su roccia delicata e disturbata dall’erba fino alla base di una placca-muro di colore rossastro. Salirla sfruttando delle buone prese senza alcuna possibilità di integrare gli spit-fix presenti (passaggio obbligatorio), ci si ribalta su una cornice sovrastata da una grande e liscia lastra. Alcuni spit-fix sul tiro. Grado VII- ;
L5-salire sull’estremità destra della lastra affrontando la successiva parete discretamente ammanigliata (1 spit-fix). Dallo spit-fix non andare dritti ma traversare a destra (proteggersi con friend) fino alla base dell’ultimo diedro, verticale e fessurato (2 spit-fix). Salirlo superando un tratto più difficile (circa VII), in uscita si piazza bene prima un friend n°4 e poi uno 0.3. Terminato il diedro si arriva a una cengia erbosa dove la via termina. Sosta attrezzata per la calata. Grado VII;

su L5
Discesa
Da S5 a S3
Da S3 a S2
Da S2 alla base







































