La Marmotta

9 Dic 2025 | Articoli e racconti, News & Articoli

È con grande piacere che pubblichiamo il racconto di Giovanni Battista Castagneri, allevatore e coltivatore al Pian della Mussa, uno dei luoghi più belli e suggestivi delle vallate occidentali. La sua storia è più simile ad una fiaba e ci racconta un mondo ancora genuino, lontano da quello attuale dominato dall’apparenza, un mondo dove il rapporto con la natura è autentico e dove è ancora viva una ancestrale sensibilità verso le creature che lo popolano.

 

Questa fiaba narra di una marmotta “sfrattata” dalla tana e che, grazie a Giovanni Battista, ha avuto la possibilità di salvarsi e costruirsi un futuro. La storia è a lieto fine e Giovanni Battista ce l’ha proposta perché preoccupato dal progetto per la realizzazione di un nuovo edificio in muratura adibito a servizio igienico, edificio che dovrebbe sorgere nei paraggi della sua azienda agricola, dove ora le marmotte scavano le loro tane e scorrazzano felici nella stagione estiva.

area dove dovrebbero sorgere i servizi igienici

 

Dotare il Pian della Mussa di servizi igienici efficienti è diventato sicuramente indispensabile, vista la grande frequentazione, ma speriamo che le istanze di chi vive quotidianamente questo luogo vengano accolte e considerate per poter continuare a sognare fiabe come quella che state per leggere:

 

LA MARMOTTA

di Giovanni Battista Castagneri

 

Un giorno d’autunno, di un tempo ormai lontano, quando la giovinezza e la curiosità erano impetuose come un torrente che divide la valle.

Mi ricordo di un giorno circa una ventina di anni fa

il Pian della Mussa

 

Nei primi giorni di ottobre quando l’autunno spoglia gli alberi e accompagna tutti gli animali in un periodo di enorme difficoltà, le marmotte ormai da pochi giorni erano tutte in letargo, ne vidi una che si aggirava tana per tana cercando accoglienza in quelle dove riposavano già da alcuni giorni altri gruppi di 7-8-10 marmotte, e questa puntualmente veniva scacciata brutalmente dalle loro tane poste dinnanzi alla mia baita del Piano della Mussa, mio padre vecchio cacciatore mi raccontava che di tanto in tanto avvenivano queste situazioni di rifiuto in cui alcune marmotte non pienamente in salute o vecchie fossero rifiutate e cacciate dal gruppo famigliare che andava in letargo per l’inverno, mi diceva che le marmotte cacciate giravano tra le tane occupate a cercare delle famiglie che le accettassero ma nessuna le accoglie.

 

Ebbene, quel giorno quella marmotta, ormai cacciata da tutte, era destinata alla morte, cercò riparo dentro il sottotetto di casa mia, quei solai di una volta, che sfioravano il terreno intorno per tenera una buona temperatura per l’inverno, al che io giovane e sognatore decisi di provare a catturarla, impresa ardua visto che si nascondono scavando, e mordono senza mollare la presa; allora pensai di costruire un lazzo che scorresse in un tubo per poterla tenera a distanza, dopo averla catturata mi dissi parlando con i miei pensieri: perché, perché non darle una nuova possibilità? la misi dentro al bidone da trenta litri in alluminio, utilizzato un tempo per il trasporto del latte; mentre i pensieri vagavano nella mia mente mi dissi: morta per morta provo a portarla al Castas (piccola baita di mia proprietà situata cinquecento metri a monte di Balme). La liberai augurandole, tra me e me, buona fortuna, lei per un paio di giorni gironzolò per lì curiosando, e poi scomparve!

 

Arrivò l’inverno, e fu abbastanza rigido, piano piano i giorni passavano e i mesi pure, arrivarono i primi di maggio dove tutto lentamente sembra rinascere prendendo vita; mi recai al Castas privo di illusioni, ma con un po’ di speranza nel cuore! Dopo un paio di ore che ero intorno alla baita a sistemare, sorpresa, la vidi che era lì dove l’avevo liberata, mi guardava, sembrava volesse ringraziarmi; ero sicuro fosse lei perché lì di marmotte non ce ne erano mai state. Piano piano passa un mese e arriva giugno, periodo dove io salgo con le mucche al Castas per cominciare la stagione estiva, dopo qualche giorno che ero lì, vedo una cosa molto inaspettata; lei, la “mia” marmotta aveva trovato un compagno giunto da lontano, e sorpresa delle sorprese aveva quattro  piccoli al seguito, non vi dico l’emozione commovente che ho provato!

 

Con il passare degli anni la fortuna le è stata compagna di viaggio e oggi la famiglia è aumentata in modo imponente, sono circa una trentina di docili marmotte che mi trivellano i pascoli di buchi e alcuni persino sulla soglia di casa e della stalla, ma devo dire che la cosa non mi disturba poi molto perché vederle giocare e rotolarsi tra loro a pochi metri da me e dai miei cinque figli, che sono cresciuti tra loro e con loro, ci fa sentire parte di qualcosa di grandioso come è la natura che ci circonda, e le montagne che ci avvolgono. P.S Avventura di C.G.B (Bamby)

 

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