Per gentile concessione di Giorgio Inaudi, grande esperto della storia e delle leggende di Balme (Val d’Ala), riportiamo il ricordo che ha scritto su Paolo Henry, guida alpina di Balme, recentemente deceduta.

Il paese di Balme riportato in una vecchia cartolina, Balme fu culla dell’alpinismo torinese e non solo
PAOLO HENRY
di Giorgio Inaudi
All’età di ottantasette anni è mancato
PAOLO HENRY – Guida Alpina di Balme
E’ stato per me – e per tanti –
maestro non solo di montagna ma anche di vita.
In circa un secolo, da metà Ottocento a metà Novecento, furono oltre cinquanta i Balmesi che esercitarono la professione di guida alpina, con tanto di diploma rilasciato dal Club Alpino Italiano. Certamente un primato, per un villaggio che non ha mai contato, anche in tempi migliori, più di qualche centinaio di abitanti. Un primato sorprendente soprattutto se pensiamo che nessuna delle montagne di Balme, per quanto belle, rientra nel prestigioso club dei 4.000, così da attirare l’attenzione ed arricchire il curriculum di ogni alpinista torinese che si rispetti.

guide alpine nel 1929 all’adunata di Roma
Tuttavia a un certo punto i Balmesi pur continuando a salire le loro montagne, anche solo per assicurare il soccorso alpino, persero interesse per la professione di guida, colpa dei cambiamenti dei tempi, del declino turistico del paese. Colpa anche del carattere dei Balmesi, che hanno sempre avuto in uggia i corsi, gli esami e i controlli. Forse è una eredità di quando i loro antenati esercitavano con grande discrezione un commercio di caffè e di altre derrate con i vicini savoiardi di Bessans. Ancora oggi, nei due villaggi, è ritenuto di cattivo gusto pronunciare la parola “contrabbando”.
Per molto tempo l’ultima guida di Balme fu Andrea Castagneri detto Brac, classe 1904. Anch’egli apparteneva al glorioso clan dei Castagneri-Tuni, che aveva già prodotto tante guide valorose, primo tra tutti quell’Antonio, detto Toni di Tuni (1845-1890), immortalato dagli scritti di Guido Rey e che vanta tuttora il primato delle prime ascensioni tra le guide italiane. Quando, nel 1974 si celebrò a Balme la prima ascensione invernale all’Uja di Mondrone, che segnò l’inizio dell’alpinismo invernale in Italia, Brac era già anziano e sarebbe morto di li a poco.

la famosissima guida di Balme “Toni di Tuni”
Per molti anni, colui che rimase solo a reggere il testimone delle guide di Balme fu un balmese non di sangue ma di tradizione e di affetti.
Paolo Henry, torinese classe 1939, discende da un’antica famiglia savoiarda, trasferitasi a Torino dopo l’unità d’Italia e subito venuta a villeggiare nelle montagne di Balme. Il nonno Emilio, era stato tra i protagonisti di quell’alpinismo esplorativo che aveva annoverato personaggi entrati nella leggenda e anche nella toponomastica della Alpi Graie, nomi come Baretti, Barale, Vaccarone.

Paolo Henry
Negli anni Cinquanta, quando anche i montanari trascurano la professione di guida alpina, il giovane Paolo, classe 1939, di estrazione borghese e cittadina, decide di andare contro corrente prendendo il brevetto di guida alpina. Per più di cinquant’anni riesce a coniugare il suo lavoro di psicologo nelle strutture sanitarie torinesi con l’attività alpinistica nelle Alpi ma anche con avventurose esplorazioni etnografiche in Amazzonia.

guide alpine delle Valli di Lanzo
A lui, che è stato il nostro maestro, noi Balmesi giovani e meno giovani dobbiamo il fatto che non si è interrotto, nel nostro piccolo villaggio, quel filo rosso che ha mantenuto nel tempo un certo modo di andare per i monti. Uno stile che non è soltanto montanaro e neppure soltanto da alpinista cittadino, ma che si è formato proprio dall’incontro felice di questi due mondi, per il resto incomunicabili, che poteva avvenire soltanto quando montanari e cittadini condividevano i disagi, i pericoli ma anche l’entusiasmo per le vette.

Bessanese e Cjamarella dal Pian della Mussa
Superato il traguardo dell’ottantesimo compleanno, dopo aver ancora una volta salito l’Uja di Ciamarella, Paolo Henry ha deciso di donare il suo libretto di guida al piccolo museo di Balme, che conserva i cimeli e la memoria di un’epoca esplorativa della montagna che sembra ormai remota nel tempo, leggibile nelle foto seppiate, negli attrezzi e nell’equipaggiamento di un tempo.
Una storia tutta al passato? Per fortuna no, dal momento che un giovane di stirpe balmese, un Giovanni Castagneri Fra, ha conseguito il prestigioso brevetto di guida.
E la storia continua…











































