Con grande piacere presentiamo una nuova guida di arrampicata sulle Valli di Lanzo! Questa volta la valle che viene interessata è la Val d’Ala, la valle “di mezzo” delle tre. Stretta e selvaggia finisce nello stupendo Pian della Mussa, sovrastato dalla mole della Cjamarella e della Bessanese, le due elevazioni maggiori delle Valli di Lanzo, oggetto da sempre delle attenzioni degli alpinisti. Non per nulla la Val d’Ala e Balme in particolare sono stati per lungo tempo la culla dell’alpinismo e in questo solco si inserisce la recente e bella pubblicazione, opera di Marco Blatto, Renato Giustetto e Gian Maria Grassi.
Il libro verrà presentato mercoledi 26 novembre alla Libreria La Montagna in via Sacchi 28bis a Torino

Rosso Serpentino
di Marco Blatto
Il serpentino ha la “pelle” rossa ma ha un’”anima” verde-bluastra, quando non nera. Il colore rugginoso deriva dall’ossidazione del ferro presente nella roccia al contatto dell’aria ed è quello che appare dominante a chi osserva. La Val d’Ala ha una buona parte della sua ossatura impiantata su queste rocce, che non hanno mai attirato le simpatie degli scalatori. Si dice siano scivolose e parche di fessure. Un giudizio è ingeneroso e solo in parte veritiero. E’ opinione diffusa che imparare ad arrampicare su queste rocce significhi acquisire un bagaglio tecnico-motorio particolare. Frequentando un po’ queste pareti, si scopriranno tiri bellissimi, dove la roccia rugosa è più diffusa di quanto non si creda, offrendo una buona aderenza per i piedi. Non è un caso, infine, che sulle serpentiniti di questa valle, si siano forgiati in passato alcuni dei più bei nomi dell’alpinismo subalpino e italiano, rocce che oggi stanno conoscendo un nuovo interesse grazie a itinerari di più lunghezze e di media difficoltà, inseriti in un ambiente alpino di rara bellezza. La Valle di Ala negli ultimi tempi ha riconquistato terreno per quanto riguarda l’appetibilità dell’arrampicata, da Ala di Stura a Balme, grazie a restyling d’itinerari storici in ambiente più alpinistico come la “Piramide”, opera dei fratelli Enrico e Amici, della passione di vecchi pionieri come Vincenzo Appiano sulle rocce dei Torrioni del Ru, e degli stessi autori del libro, a Balme e nel vallone di Saulera. Si affiancano itinerari plaisir di più lunghezze opera delle guide alpine di X3M così come nuove falesie di specialisti dell’arrampicata sportiva. Questo libro, però, non offre solo la descrizione d’itinerari classici e moderni, ma affronta la restituzione del dato storico con il maggiore rigore possibile, offrendo al lettore episodi sconosciuti e poco noti, che rischiano di essere cancellati da una certa superficialità con cui, oggi, si ha la tendenza ad affrontare ogni cosa. L’arrampicata è una disciplina che sta conoscendo un rinnovato periodo fortunoso, con migliaia di nuovi appassionati, anche tra i giovani di queste valli. E’ dunque importante mantenere un solido legame con il passato, senza però arroccarvisi e senza reducismi, vedendovi al contrario una valida ispirazione per le visioni e le azioni future. Così, almeno, è stato per gli autori: Marco Blatto, Renato Giustetto e Gian Maria Grassi, che hanno frequentato queste rocce fin dall’adolescenza, ereditando una passione esplorativa che fu dei primi pionieri di questa disciplina, decidendo di riunire le loro diverse esperienze in un’unica “cordata editoriale”.









































