Traversata integrale Nord-Sud delle creste del Martellot-Mulinet dal Rifugio Daviso

10 Giu 2020 | Alpinismo

PUNTA: Creste del Martellot-Mulinet (o di Mezzenile) (3429m)

ALPI: Alpi Graie Meridionali

VALLE: Val Grande di Lanzo

LOCALITA’: Forno Alpi Graie (To)

VIA: traversata integrale nord-sud

ESPOSIZIONE: tutte

SVILUPPO: dislivello totale dal rif. Daviso 1700m

DIFFICOLTA’: D+, max V (se si sale il Campanile di Mezzenile, altrimenti AD+)

MATERIALE IN POSTO: un chiodo

MATERIALE OCCORRENTE: qualche friend medio, fettucce e cordoni, qualche chiodo per attrezzare eventuali c.d., piccozza e ramponi, corda da 60m (con due corde le c.d. dal Campanile sono facilitate, altrimenti prevedere l’attrezzatura di doppie intermedie. Per i brevi tratti sulla cresta da fare in assicurazione una corda basta e avanza).

NOTE: lunga e remunerativa traversata che unisce la classica Cresta di Mezzenile (seppur solitamente percorsa nel verso opposto, quello S-N) all’inedita parte tra il Col Girard e la Sella di Groscavallo.

Probabilmente questa traversata integrale è stata percorsa per la prima volta da L. Brunati, L. Enrico, M. Enrico, D. Margiotta il 9 luglio 2016.

DESCRIZIONE VIA:

Dal rifugio Paolo Daviso (2280m), raggiungibile da Forno Alpi Graie in circa 2h 30’, 1000 m di dislivello, seguire il sentiero tracciato e segnato con bolli rossi che sale immediatamente a monte della costruzione e che conduce verso il Colle della Fea. Ben presto si incontra un bivio segnalato, prendere la diramazione sx che conduce al Col Girard (3034m, 2h), detto anche “Talancia”.

L’ultimo tratto ripido tocca i 50° in presenza di neve. Dal colle salire immediatamente a sx sul crestone di blocchi e sfasciumi toccando, senza alcuna difficoltà tecnica, la Punta Clavarino (3260m). Dalla vetta abbassarsi verso il Colle Martellot (3153m) traversando verso la serie di torrioni che difendono il versante Nord-Est del Dome Blanc du Mulinet (dalla Clavarino ci si può anche abbassare sul ghiacciaio francese risalendo alla base del primo torrione tramite una stretta cengia di sfasciumi e roccia pessima).

Quest’ampio versante è caratterizzato da una successione di risalti, torrioni e canali separati da nervature rocciose. Superare il primo ripido torrione caratterizzato da blocchi di roccia buona (III), seguire quindi l’evidente cresta traversando verso un gendarme di roccia giallastra.

Più o meno alla sua base scavalcare a sx un colatoio e portarsi nel centro dell’imponente parete, formata da una successione di risalti, cenge e blocchi. Superarla senza grosse difficoltà toccando il crestone finale che in breve conduce in vetta al Dome Blanc du Mulinet (3387m). Da questo abbassarsi brevemente alla Brèche Corrà e superare quindi su roccia ottima (III+) l’estetico torrione che forma il Dome Noir du Mulinet (3391m).

Proseguire facilmente alla Brèche Mathieu e risalire senza difficoltà alla Punta Martellot (o Roc du Mulinet) (3452m). Per il pendio formato da lose e pietre abbassarsi alla Sella del Mulinet (3325m), dalla selletta traversare pochi metri sul versante italiano e risalire una bella parete ripida ed articolata, con divertente arrampicata su roccia buona (III+) portarsi alla base del risalto che forma la vetta della Dent d’Ecot (3402m), vincerlo sfruttando una serie di belle lame e fessure e con ripida e bella arrampicata (III+) toccare il punto sommitale (volendo il torrione della Dent d’Ecot è aggirabile sulla dx, versante francese, per una cengia di blocchi).

Da qui aiutandosi con due corde doppie da 25m giungere alla Sella di Groscavallo (3352). Salire quindi alla Punta di Groscavallo (3423m) da dove inizia la classica traversata della “Cresta di Mezzenile” in direzione N-S. Dalla Groscavallo scendere facilmente e poi iniziare la traversata per cresta toccando varie quote (iniziale 3352m , finale 3407) e con vari saliscendi, vincendo passaggi più o meno difficili con difficoltà di III-III+ (caratteristico il verticale camino subito dopo la Groscavallo).

Alla fine della cresta traversare su terreno ripido (versante francese) verso il versante Sud della Punta di Mezzenile (3429m) e raggiungerne la vetta per una bella placca appoggiata incisa da una fessura gradinata. Ridiscendere la placca e abbassarsi sulla cresta fino a una spaccatura caratterizzata da una ripida lama di roccia ottima. Scenderla arrampicando per una quarantina di metri (III+) portandosi al di sotto del Colletto di Mezzenile, alla base del Campanile o Uja di Mezzenile (3420m) (un vecchio chiodo). Salire la ripida parete (50m circa) e superando un difficile passaggio, V grado, arrivare sull’aereo Campanile.

Tempistiche: 10 ore dal rifugio alla vetta del Campanile, di cui 2 h per giungere al Col Girard.

DISCESA:

dalla vetta del Campanile scendere sul versante del Canale della Gura con 2 corde doppie da 50m (qualche rischio d’incastro per la prima) e con un esposto traverso pervenire al Colle di destra della Gura (3340m). Se si dispone di una sola corda o si attrezzano più doppie o conviene forse scendere di nuovo alla base del Campanile e risalire alla Punta di Mezzenile e da questa scendere sul versante francese.

Una volta sul ghiacciaio superare l’evidentissimo Col du Grand Mean posto alla fine delle propaggini che scendono dall’Uja della Gura e di qua ci sono due possibilità.

La prima è salire al Colle di Santo Stefano (3228m) e, scendendo sullo sperone centrale di roccia, raggiungere il ghiacciaio sud del Mulinet (quasi sempre utile una corda doppia per superare la terminale). Passando per i dossi morenici dove sorgeva il distrutto bivacco Rivero reperire la traccia di sentiero (dosso di sx faccia a valle) che conduce al ristrutturato ma poco confortevole bivacco Ferreri-Rivero e quindi a Forno.

La seconda possibilità è traversare lungamente in direzione sud sul vasto ghiacciaio francese, aggirare l’evidente prua rocciosa della Punta Francesetti e salire alle Cime di Piatou (3298m, risalita di circa 200m dal ghiacciaio) e divallare in Sea pernottando eventualmente al bivacco Soardi-Fassero (2297m). Quindi a Forno. Giro lunghissimo ma privo di difficoltà o pericoli oggettivi.

Le ultime News

Isidoro Meneghin

Isidoro Meneghin

Isidoro Meneghin è stato un personaggio molto importante per l’arrampicata di fine anni ’70 e anni ’80 nelle valli di Lanzo. E’ stato il primo, con S. Sibille, a tracciare una via sulle bastionate di Sea: “Docce Scozzesi” al Trono di Osiride (11/6/1978). Negli anni a...

leggi tutto
Gian Carlo Grassi

Gian Carlo Grassi

di Ugo Manera Il prossimo anno (2021) ricorrono i 30 anni dalla morte di Gian Carlo Grassi avvenuta il primo aprile 1991 in un banale incidente al Monte Bove. E’ stato un grande personaggio nel mondo dell’alpinismo, da molto tempo si parla di pubblicare un libro...

leggi tutto
Daniele Caneparo

Daniele Caneparo

Tra pochi giorni, il 23 novembre,  sarà un anno che Daniele Caneparo non è più con noi. Abbiamo deciso di scrivere un suo ricordo nell’anniversario della morte Daniele, un giorno alla Serpentera (Valle Pesio) Alle 20 inoltrate di un giorno di agosto 2003, in quella...

leggi tutto
5 Agosto 1989

5 Agosto 1989

5 Agosto 1989, ricordando Marco Fassero a cura di Matteo Enrico La Stampa, domenica 6 agosto 1989 A distanza di tanti anni, ho voluto scrivere questo pezzo, a ricordo di un giovane alpinista ciriacese, Marco Fassero, prematuramente scomparso il 5 agosto 1989 sulla...

leggi tutto

I Partner

CHIEDICI INFORMAZIONI

1 + 7 =