3 vie sull’Uja di Mombran (2930m) dal bivacco Soardi-Fassero

16 Giu 2020 | Arrampicata

Un triangolo roccioso di roccia magnifica, un ambiente appartato che saprà regalare delle belle ore di arrampicata in montagna, lontani dal trambusto del fondovalle.

Quattro giorni al Soardi

Estate 2014, inizio agosto. E’ da molti anni che non andiamo a scalare alla Mombran, eppure l’ambiente è stupendo, uno di quei posti che a ricordarli ti lasciano sempre un impalpabile filo di nostalgia. Sarà la conca che sembra sospesa nel cielo sopra la valle, sarà quel silenzio “assordante” che si percepisce seduti sui massi che disseminano la base della parete, sarà la luce vivida del mattino che scolpisce le forme dure e geometriche di questa parete di gneiss-granitoide. Sarà una somma di sensazioni, di vissuti che si intrecciano fino a sovrapporsi al mero gesto atletico della scalata. Ricordi che ogni tanto tornano a far visita, che sembrano giungerci riflessi dallo scudo di roccia quando lo guardiamo, lontano e sospeso, da Forno.

E poi c’è il bivacco, accogliente, con un fascino tutto suo, i suoi tavolati, i suoi tavoli, le candele che sempre accendiamo a dispetto del comodo pannello solare, le finestrelle che guardano sull’immensa parete dell’Albaron di Sea.

Non partiamo per fare una “prima” ma quando siamo lì, sotto alla parete, quasi per caso il nostro itinerario prende forma, tiro dopo tiro. Lo chiameremo Ri-Cotta in quanto passa vicino alla classica Cotta riprendendone la penultima lunghezza.

Ma quel giorno non è solo il tempo di una prima, un po’ casuale, ma diviene il tempo per osservare e sognare, scorgere tra le pieghe del grande triangolo i diedri e le fessure per un nuovo progetto. In fondo è solo l’inizio di agosto, ci sono tutte le ferie per tornare quassù.

E ci torniamo, questa volta armati di trapano e spit. Vogliamo aprire una bella via. Alla fine ne apriremo due e il trapano servirà praticamente giusto per le soste, ma sono i giorni che vivremo al Soardi che diverranno indimenticabili.

Diventerà la nostra casa per 4 giorni, di cui uno di forzato riposo a causa del furioso vento di un’estate un po’ strana. Giorni indimenticabili e vissuti intensamente, solo 4 ma che ne valgono 100 di noia quotidiana. L’ultimo giorno lo puliremo meticolosamente, quasi a voler tardare il più possibile il commiato, a non voler chiudere alle nostre spalle la massiccia porta in legno. Eppure sarà essa a conservare per sempre e lassù il ricordo di quegli istanti e delle due vie salite: la Aspittando Mombran e la via del Monocolo.

AVVICINAMENTO:

Pernottamento consigliato al bivacco Soardi-Fassero (2287 m, 2h 30’ / 3h da Forno Alpi Graie).

Si scende 5 min. dal bivacco e quindi si traversa andando a prendere il sentiero del Passo delle Lose e si arriva sotto alla triangolare parete sud ovest (1h 30’ dal bivacco). Per la est sud est si abbandona il sentiero e si traversa a destra giungendo ad una conca con un laghetto. Si sale superando una seconda conca e puntando al colletto in alto a destra, al termine della dorsale rocciosa della Mombran. Con una breve discesa all’attacco (2 ore circa dal bivacco).

PARETE EST SUD EST

Via RI-COTTA

Prima salita: L. Brunati, L e M. Enrico ; 06/08/2014

Esposizione: est -sudest

Sviluppo: 250 m

Difficoltà:III/R2 ; 6a+ obbl.

Materiale: in posto nulla. Una serie di friend fino al n°3 BD, raddoppiare le misure medie, qualche chiodo eventuale.

Note: via divertente che raddrizza la classica “Cotta Marone”. Portarsi nella parte centrale dello zoccolo presso la spaccatura obliqua inizio delle vie “Cotta Marone”, “Dei Pellegrini” e “Pensiero Verde”. Attaccare un 10m a destra in una rientranza formata da un muro nerastro, sovrastata da una cengetta erbosa e quindi da un liscio muro.

L1: alzarsi sui gradoni iniziali e obliquare leggermente a destra (4c/5a) ribaltandosi sulla cengia. Traversare a sinistra sotto al liscio muro, con un passo in leggera discesa (4a) ricongiungersi alla spaccatura obliqua. Salirla per pochi metri e quindi dritti (4a) fino sotto un grande masso con clessidra. 50m. Grado 5a.

L2: muro articolato sovrastante (4a) formato in parte da blocchi fino alla cengia erbosa alla fine dello zoccolo, dirigersi verso un promontorio erboso.

L2 bis: pendio erboso fin sotto la verticale del grande strapiombo giallastro al culmine della parete, in prossimità di una fessura-spaccatura obliqua da sinistra a destra e delimitata

L3: salire nella spaccatura (5a) fino a rocce più rotte e terrazzini (4c/5a), quindi direttamente per una breve fessura leggermente strapiombante (6a+  atletico) e per parete articolata (5a) fino a un pulpito sulla sinistra. 50m. Qui si incrocia la Cotta che prosegue a sinistra per rampe e rocce articolate. Grado 6a+

L4: traversare a destra verso la fessura che sale obliqua a destra verso la radice del grande strapiombo giallastro. Fessura aggettante (6a+): si segue tutta la spaccatura verso destra fino a un comodo pulpito, alla radice dello strapiombo (dal 5b al 6a+). Grado 6a+

L5: a sinistra sotto allo strapiombo (4a, roccia non molto buona) fino a un terrazzino sotto una verticale fessurina. Grado 4a.

L6: salire la fessurina in comune con la “Cotta” (cuneo con cordino bianco visibile, 6a/6a+, in origine A1), quindi verso sinistra (4a) in una spaccatura camino che si risale tutta (5b, la “Cotta” dopo 5m esce a sinistra)  uscendo in una zona di blocchi, sotto un muretto strapiombante a gradoni spioventi. Grado 6a+

L7: superare il muro sulla destra con un primo passo atletico, poi più facilmente. Grado 5b. 

Via ASPITTANDO MOMBRAN

Prima salita: L.Brunati, L. e M. Enrico ; 22/08/2014

Esposizione: est-sudest

Sviluppo: 250 m

Difficoltà:III/R3 ; 6b+/ A1 obbl

Materiale:spit-fix alle soste tranne alla S2. Una serie completa di friend dal n°0.1 al n°3 raddoppiando dal n°0.3 al n°2, nut e una scelta di chiodi, in particolare molto utile un lametta corto per il tratto di A1.

In via non è rimasto nulla a parte lo spit-fix sul primo tiro e le soste di L1, L4, L5, L6.

Note: la roccia è da buona a ottima, con tratti magnifici. La chiodatura in loco è essenziale, solo 1 spit-fix sul primo tiro, oltre a quasi tutte le soste. Portarsi nella parte centrale dello zoccolo presso la spaccatura obliqua inizio delle vie “Cotta Marone”, “Dei Pellegrini” e “Pensiero Verde”. Subito a destra di questa, in una rientranza formata da un muro nerastro, si trova l’attacco della via “Ri-Cotta”, ancora più a destra vi è un marcato diedro nerastro che termina obliquo a destra, questo è della via “Tramonto viola sulla valle dei re” (nut incastrato e chiodo giallo, difficilmente visibili a occhio nudo). La via attacca sulla verticale del suddetto diedro in un diedrino rossastro (spit-fix visibile).

L1: attaccare il diedrino rossastro (spit-fix) che dopo il primo tratto fessurato diventa cieco (passo di 6b+, spit-fix). Non proseguire per il diedro di “Tramonto…” ma seguire la larga fessura,con andamento destra-sinistra, che incide all’incirca orizzontalmente il muro rossastro di sinistra (6a+ atletico) fino ad alcuni gradini. Sosta con 2 spit-fix collegati. Grado 6b+

L2: traversare a destra con un difficile passo puntando a delle lame, riportarsi poi a sinistra sulla verticale della sosta fino sullo. Sosta da attrezzare. Grado 6a+.

L3: superare lo zoccolo (passi di 3a) fino alla parete. Dal suo centro si notano sulla destra tre evidenti diedri paralleli tra loro. Attrezzare una sosta sotto il primo (“Tramonto…”).

Riferimenti parte alta: la via passa attraverso il diedro leggermente a banana, delimitato a sinistra da una liscissima placca, prosegue poi verso una grande stele orizzontale. Da questa va dritta per poi piegare a sinistra sul muro più rosso.

L4: in obliquo a destra per lame (4c/5a) puntando al secondo dei diedri a destra, ampio, profondo e chiuso da un bordo molto sporgente simile a un camino. Raggiungere il suo inizio in una nicchia, non seguirlo ma uscire a destra per una caratteristica strozzatura strapiombante su un pulpito alla base di un diedro parallelo a quello principale. Superarlo (6a+) fino a un ottimo terrazzino. Sosta con 1 spit-fix da integrare con friend. Grado 6a+.

L5: a sinistra dellospit-fix per una fessura rovescia e quindi direttamente per la placca-muro (scarse possibilità di protezione, 6a/6a+) fino a una zona più facile (poco sopra a destrail terrazzino sotto un diedro con chiodoè di “Tramonto…”). Traversare a sinistra per una cornice sbilanciante e afferrare, oltre lo spigolo, la fessura del diedro a banana. Salirla e traversare sul muro a sinistra a dei gradini (6b+, esposto ed improteggibile in uscita). Sosta con 2 spit-fix collegati. Grado 6b+.

L6: passo in discesa e traverso orizzontale a sinistra oltre lo scudo di placche giallastre (passo di A1, prevedere chiodo a lametta molto corto. Cautela: lo scudo suona a vuoto) fino all’incastellatura di blocchi sorretti dall’enorme stele orizzontale, ben visibile dal basso. Puntare alla fessura-diedro, salirla (6b, difficoltà di protezione, utili dei chiodi) e al suo termine traversare a sinistra su un’ottima terrazza. Un solo spit-fix di sosta (causa esaurimento batteria). Grado 6b+ e A1.

L7: a sinistra sulla terrazza con mughi e ribaltamento su gradone (utile un lamettta). Si incrocia un nut incastrato (di “Pensiero verde” che prosegue sul muro nero in direzione dritto-destra) e si proseguie a sinistra sulla parete rossa con gradoni verticali (6a+). Sempre verso sinistra sulle ultime placche (5b) fino alla cresta. Grado 6a+.

Discesa parete Est Sud Est

camminare in direzione della Mombran e del Passo delle Lose tenendosi più o meno in cresta. Scendere nel primo canale che si incontra anche se dall’alto sembra interrotto a metà da una fascia di placche. Abbassandosi sul lato sinistro idr. si trova facilmente il passaggio quasi camminabile sulle suddette placche che permette l’accesso alla parte bassa del canale. Scendere facilmente per sfasciumi fino nella conca sottostante. 

PARETE SUD OVEST

Via DEL MONOCOLO

Prima salita: L.Brunati, L e M. Enrico ; 24/08/2014

Esposizione: sudovest

Sviluppo: 250 m

Difficoltà:III/R2 ; 6b (6a obbl.)

Materiale:in posto non è stato lasciatonulla. Una serie di friend dal n°0.1 al n°3 raddoppiando dallo  0.3 allo 0.75, nut, martello e una scelta di chiodi.

Note: è la prima via che supera quest’inviolata parete giungendo direttamente sulla punta. La roccia è di ottima qualità, eccezionale sulle placche dove è lavoratissima, in certi punti incredibile. La via attacca esattamente sulla verticale del grande diedro centrale (ometto sulla cengia alla base) che nella parte bassa non risulta ben definito. A destra si nota un altro diedro nerastro che delimita dei pilastri di roccia giallo rossa incisi da belle fessure.

Prima ripetizione M. Blatto e R. Bensio il 02/07/2015.

L1: salire una placca appoggiata che dopo pochi metri porta a una cengia alla base della parete (ometto). Salire verso sinistra una serie di piccoli tetti. Seguire il naturale andamento della roccia tornando verso destra fino a un ottimo terrazzino erboso alla base del diedro che qui si fa ben marcato. Quasi 60m. Sosta da attrezzare (utili 2 lametta). Grado 5a

L2: direttamente nel diedro con difficoltà crescenti (6a) fin sotto un tetto formato da un grande blocco. Traversare a sinistra sulla placca delicata (6b, tratto chiave), salire a una lama giallastra esuperarla fino a un terrazzino.Proseguire fino al termine del diedro, alla sommità del primo salto. Sostare su un terrazzino erboso a sinistra, alla base di una bellissima placca molto lavorata. Sosta da attrezzare (utili microfriend e/o chiodi a U). Tiro di quasi 60m. Grado 6b

L3: superare la facile ma stupenda placca (3c) fin contro al “naso” del soprastante torrione.Superarlo a sinistra per una lama fessurata (5a), dove la fessura diventa ciecasaliresul muro a un ottimo terrazzino (5a). Sosta da attrezzare. Tiro di quasi 60m. Grado 5a.

L4: uscire facilmente sul secondo risalto e in breve giungere a una grande terrazza erbosa, esattamente sotto il grande tetto finale. La via supera il pilastro di sinistra del tetto.

L5: portarsi sulla verticale del pilastro di sinistra. Superare dei primi gradoni facili fino a un risalto bianco-giallo strapiombante. Superare lo spigolo sinistro (5a), poi una placca giallastra compattissima sulla sinistra e proseguire per una fessura-lama ascendente da sinistra a fin sotto l’incastellatura terminale. Superare i piccoli tetti su roccia rossa (6a) uscendo in cima al triangolo. Sosta da attrezzare. Tiro di quasi 60m. In breve per gradoni portarsi all’ometto di vetta.

Discesa

scendere a sinistra (faccia a monte) sulla facile cresta che porta al “Passo delle Lose” e da questo in breve all’attacco.

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