Alla Pagina Seguente, Uja di Mondrone

23 Ago 2019 | Arrampicata

Difficoltà: ED (7a max – 6a+ obbligatorio)

Esposizione prevalente: Nord-Est

Quota partenza (m): 1450

Quota vetta (m): 2964

Dislivello complessivo (m): 1500

Località partenza: Molera (Balme , TO )

Punti appoggio: Bivacco Molino

Attrezzatura: Friend dal n°0.3 BD al n°4 BD, un gioco di nut. 15 rinvii. Consigliabile portarsi dietro le scarpe per la discesa dalla cengia detritica triangolare intermedia. Sulla via, durante il riattrezzamento, sono stati piantati 98 fix, sostituendo i vecchi spit e i chiodi e rivedendo la chiodatura ed il tracciato in alcuni punti.

Prima salita: E. Bonfanti, G.C. Grassi, A. Morittu il 16-17-18/08/1990

Riattrezzata e rettificata da: L. Brunati, L. e M. Enrico, L. Sibille tra il 15 e il 18 e tra il 25 e il 27 agosto 2019 con il contributo del CAI sez. Ala di Stura.

 

ACCESSO

Superato Mondrone (Val d’Ala), poco prima di giungere a Balme, si svolta a destra verso Chialambertetto e quindi ancora a destra tornando indietro sulla vecchia strada si incontra, dopo poco, il bivio che sale alla piccola borgata di Molera. All’ultimo tornante, poco prima delle case, si parcheggia negli esigui spazi a bordo strada e si prende il sentiero per il Passo dell’Ometto e il bivacco Molino, che si raggiunge in un paio di ore e dove si può eventualmente pernottare. Ancora 30-40 minuti e si è all’attacco. L’ascensione è comodamente fattibile in giornata ma il bivacco è molto bello e accogliente (coperte, no gas).

L’acqua può essere un problema ma di solito si trova a destra della palina segnaletica, appena sotto il Molino. Altrimenti bisogna scendere fino al piano dove si ricongiunge la normale dell’Uja. La via attacca sulla parete nord est, in un evidente e ben visibile, dal bivacco, canalino color ruggine, sul conoide di accesso all’intaglio per la cresta est.

NOTE TECNICHE

L’Uja di Mondrone si colloca in un ambiente alpino, austero e severo. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni meteorologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.

La riattrezzatura dell’itinerario non ha l’intento di metterlo in sicurezza bensì di sostituire l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Non presenta una chiodatura “plaisir” ed è pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità di proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso).

L’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame, sassi o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

Salita di grande ambiente, lunga e con notevole sviluppo. Roccia buona sullo zoccolo, ottima da metà in su. E’ comunque sempre una via di montagna, per cui attenzione ai sassi.

Per ora è l’unica via a fix sulla nord dell’Uja. Gli ultimi 4 tiri vennero attrezzati dall’alto e sono stati pure richiodati dall’alto.

I gradi di questi tiri per ora sono quindi quelli indicati dai primi salitori anche se L13 è stato fatto e gradato con la corda dall’alto durante il riattrezzamento.

Attenzione in caso di maltempo, la parete dell’Uja può diventare molto pericolosa.

In caso di emergenza è sempre possibile la ritirata collegando le soste (prevedere maillon e cordone) non previste per le c.d.

Il restyling di questa via è stato sponsorizzato dal CAI di Ala di Stura.

DESCRIZIONE VIA

L1: raggiunto il canalino rugginoso lo si risale (1 fix con cordone visibile) con facile arrampicata fino a una grande terrazza pietrosa ed erbosa che delimita a sinistra l’imponente zoccolo dell’Uja. Qui conviene fare sosta (1 fix con cordone).

L2: tiro nuovo 2019. Si supera direttamente il muretto soprastante e seguendo la linea dei fix ci si sposta verso sinistra. Superato un ultimo muretto si giunge a una comoda terrazza, sosta. Difficoltà 5a. Sosta di calata.

L3: tiro nuovo 2019. A destra si vince un saltino e ci si ribalta in una zona più facile (fix visibile dalla sosta). Ci si innalza su terreno facile (il secondo fix è un po’ verso sinistra, non molto visibile. Ha un cordone per meglio individuarlo) fino alla sosta posta su una cengia inclinata, sotto un muro più strapiombante.
Difficoltà 4a all’inizio poi più facile. Sosta di calata.

L4: tiro nuovo 2019. Superare la fascia nel suo margine sinistro per fessure e diedrini, fix visibile. Difficoltà 5b. Sosta di calata.

L5: dritti sopra la sosta (fix visibile) per fessure articolate, poi ci si innesta nel canale della via Ortelli-Bijno fino all’inizio della grande cengia detritica triangolare posta a circa due terzi dell’Uja ma non visibile dal bivacco, né dall’attacco. Proprio nel punto in cui la cengia inizia andare a destra seguendo una stretta cengetta erbosa (fix con cordone) fino alla sosta. Difficoltà 4a. Sosta di calata.

L6: dritti superando un primo ribaltamento un po’ ostico, poi si trova il primo fix. Proseguire più facilmente aggirando uno spigolo (fix) e quindi seguire il sistema di lame (vecchi nut incastrati e un fix) fino in sosta. Difficoltà 6a+. Non è chiaro se questo tiro facesse parte della via originale, dalla relazione dei primi salitori sembrerebbe di no. Sosta con due fix da collegare.

L7: tiro nuovo 2019. Salire su terreno abbastanza facile (alcuni fix) fino alla base di un bel muro rosso compatto. Salirlo (fix) piegando quindi verso destra e tramite un diedro (fix) uscire su un pulpito. Difficoltà 6b. Sosta con due fix da collegare.

L8: tiro nuovo 2019. Dalla sosta salire la placca (fix) verso la faccia liscia e strapiombante seguendo quindi tutta la lama-fessura che la bordeggia fino a un comodo terrazzino. Difficoltà 5c. Sosta con due fix da collegare.

L9: tiro nuovo 2019. Seguire ancora l’andamento della lama-fessura fino ad innestarsi nella parte finale di un diedro (che prosegue con una lama strapiombante), da dove probabilmente arrivava la via originale. Da un fix scendere verso sinistra (spuntoni) fino alla sosta all’inizio della grande placca sospesa sull’antro strapiombante che precipita sulla cengia triangolare. Grado 5c. Sosta con due fix da collegare.

L10: seguire la linea dei fix sulla grande placca, prima in traverso, poi dritti (allungare bene la protezione) e quindi di nuovo decisamente in traversata, leggermente in discesa, fino alla sosta, posta sotto al pilastro finale. Difficoltà 6b. Sosta di calata.

L11: il tiro più difficile della via. Con andamento articolato supera la prima parte del pilastro sommitale. Probabilmente 7a nel tratto più difficile, altrimenti lo si può superare in A1. Difficoltà max 7a oppure A1. Sosta di calata.

L12: Dalla sosta si gira lo spigolo a sinistra e si affronta direttamente la placca. Difficoltà 6a+. Sosta di calata.

L13: Traversare a destra, quindi dritti su una placca, poi in un diedrino e quindi per un muro articolato uscire a un comodo punto di sosta. Difficoltà 6a+. Sosta di calata.

L14: ultimo tiro facile in fessura articolata. Difficoltà 5b. Sosta di calata. A questo punto si può scendere in doppia, oppure uscire per un facile canaletto a sinistra giungendo a pochi metri dalla via normale, oppure ancora direttamente con circa tre facili lunghezze (qualche passo di 4a) fino in punta all’Uja.

DISCESA in corda doppia: Da S14 a S13 Da S13 a S12 Da S12 a S11 (moschettonare qualche fix) Da S11 dritti in verticale con una breve doppia fino alla sosta (fuori via) posta sul bordo del grande antro strapiombante Con una doppia spettacolare si atterra sulla grande cengia detritica. Scendere brevemente a piedi la cengia detritica, al suo termine girare sulla cengetta erbosa fino alla S5. Da S5 a S4. Da S4 a S3. Da S3 a S2. Da S2 a terra. Se si decide di andare in punta all’Uja le soluzioni per la discesa sono due:

  • scendere a piedi dalla normale tornando a valle del bivacco. In tal caso è consigliabile lasciare nulla al bivacco.
  • ridiscendere brevemente dalla normale e subito prima di incontrare una corda fissa reperire sulla sinistra il canaletto da scendere, con attenzione, a piedi fino alla S14. Da qui in doppia sulla via.

 

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