Scalate sulla Cima Giardonera (2784m)

4 Mar 2021 | Arrampicata

Vengono proposti due itinerari su roccia molto bella in un luogo appartato delle Valli di Lanzo 

Cima Giardonera (2784m) – Antecima Sud

le due vie sull’antecima sud

ALPI: Graie Meridionali

VALLE: Val Grande di Lanzo

LOCALITA’: Fraz. Vonzo – Chialamberto

giallo: avvicinamento dal Ciavanis ; azzurro: avvicinamento da Vonzo per il Vallone di Vassola ; arancione: accesso al bivacco C.Genisio (cerchiato in blu)

AVVICINAMENTO: Da Torino a Chialamberto, all’inizio del paese svoltare a dx sulla strada che conduce a Vonzo. L’avvicinamento più agevole consiste nell’andare in auto sin quasi alla bella chiesetta della Madonna del Ciavanis (strada sterrata per circa 4,5 Km ma percorribile, con attenzione, anche con auto normali se non eccessivamente basse), la strada però da Vonzo è vietata e c’è anche una sbarra (seppur quasi sempre aperta). Noi abbiamo ovviato al problema chiedendo chiave e permesso al gentilissimo e sempre molto disponibile Alberto Ala della pizzeria degli Amici a Cantoira, dove consigliamo di fermarsi a mangiare. Se si ha il permesso giunti a Vonzo seguire la “circonvallazione” che porta a monte del paese e imboccare la strada (sbarra) che sale ai Chiapili e al Ciavanis. Con un primo tratto asfaltato giungere al bivio per Chiapili, tralasciare la diramazione e proseguire per la strada ora sterrata. Usciti dalla vegetazione si incontra un alpeggio abitato e la strada comincia ora a tagliare a mezzacosta. Giunti ormai in vista del Ciavanis (circa 500m prima) si incontra sulla sx una strada che sale all’Alpe Combette (strada con divieto di transito), se si riesce si può parcheggiare qui (attenzione a non dar fastidio) altrimenti proseguire ancora (si incontra un altro bivio) e posteggiare poco prima della chiesetta in un ottimo spiazzo erboso.

l’Alpe di Lee

Passare in mezzo al bel gruppo di grange dell’Alpe Combette e reperire una traccia di sentiero (qualche ometto) che fa tornare più o meno a mezzacosta verso valle, superato il costone a un certo punto si incontrano dei segni blu (itinerario di corsa) che affiancano poi quelli bianchi e rossi. Se si è giusti si deve passare sopra un’antenna, dopodichè il sentiero gira a dx tagliando a mezzacosta il versante del Vallone di Vassola. Si tocca l’Alpe Trai e quindi si perviene al magnifico pianoro dove sorge l’Alpe di Lee. Continuare a seguire i bolli blu e in breve si perviene all’Alpe Balma, salire al colletto che si ha di fronte e che dà accesso all’alto Vallone di Vassola.

Da questo colletto passa anche il sentiero AVC che arriva dal Colle di Nora. Non scendere nel Vassola ma, perdendo poco dislivello, deviare nel vallone a dx seguendo una vaga traccia e una pietraia. Una volta scesi nel fondo di questo vallone secondario si ha di fonte la bella parete della Giardonera. Brevemente si arriva all’attacco. Fin da subito si nota il bel sistema di fessure giallastre seguito dalla nostra via. L’attacco è nell’evidente diedro, comunque, intemperie permettendo, alla base troverete due fori di trapano con piantati dentro due legnetti che sorreggono, a mò di mensola, un mini ometto!

Dislivello: 500m , 2h-2h 30’ a dispetto del dislivello non eccessivo lo spostamento è lungo.

Quota base: 2350m circa, partenza 1850m circa

P.S.: se non si ha il permesso per la strada conviene percorrere il classico itinerario del Vallone di Vassola dai Chiapili, in alto invece di piegare a sx verso il Colle della Terra girare a dx verso il colletto sopra menzionato. Da segnalare che nel Vallone di Vassola, presso l’Alpe del Vailet (2230m), è presente dal 2019 il bivacco “Cecilia Genisio”, sempre aperto e raggiungibile da Vonzo in circa 2h 45’.

VIA KENDOKAN

APRITORI / DATA: Luca Brunati, Luca Enrico, Matteo Enrico / 28 giugno 2015

ESPOSIZIONE: ovest

SVILUPPO: 200m, 6 lunghezze

DIFFICOLTA’: TD+, max 6B (obbligatorio 6A+/6B)

MATERIALE IN POSTO: spit-fix dove non ci si può proteggere più le soste

MATERIALE OCCORRENTE: 2 serie di friend BD fino al N°3, alcuni microfriend, nut, 1 cordone lungo per sostituire eventualmente quello di calata della prima doppia. Non necessari chiodi e martello. Corde da 60m per l’ultima doppia.

DESCRIZIONE VIA:

L1-attaccare l’evidente diedro fessurato che permette di superare il primo risalto dando accesso alla serie di fessure/lame gialle ben visibili dalla base. Salire i primi gradoni e proseguire sfruttando la fessura di fondo fino a superare un tratto più aggettante. Un altro più difficile tratto in fessura porta a ribaltarsi sulla comoda cengia erbosa. Traversare 5-6m verso sx fin sotto la verticale del sistema di fessure/lame giallastre. (sosta1: 1fix da integrare con un friend) (6A , lasciato nulla)

L2-dalla sosta salire direttamente fino all’inizio della fessura ostruita dall’erba, aggirarla sulla sx salendo sulla grande lastra e ritornare quindi verso dx. Superare ora l’atletico strapiombino utilizzando, per uscire, le buone ma lontane tacche sul muro soprastante e, a dx, il bordo arrotondato della grande fessura (ci si protegge bene con uno 0.75 posizionato nel bordo/fessura orizzontale). Proseguire per la larga fessura (1 fix) superandola in dulfer con un difficile passo, quindi più facilmente sin dove la fessura diventa nuovamente verticale, un ultimo atletico tratto permette di ribaltarsi all’interno di una nicchia. (sosta 2: 1 fix da integrare con un nut, è possibile anche utilizzare un friend ma conviene tenerlo per il tiro successivo) (6A+ , 1 fix)

L3-dalla sosta uscire dal soffitto della nicchia e afferrare la bella fessura soprastante, più impressionante che difficile. Seguirla sino al suo termine con bella arrampicata giungendo a un comodo terrazzino erboso con alcuni blocchi. (sosta 3: da attrezzare con un cordino su uno dei blocchi) (6A , lasciato nulla)

L4-la via prosegue per l’evidente diedro apparentemente molto disturbato dall’erba, in realtà la si evita molto bene. Salire i primi delicati e difficili metri (improteggibili), aiutandosi quindi con la buona presa sul fondo del diedro afferrare una lama sulla dx. (dietro a questa è possibile posizionare un micro friend). Con un altro difficile passo alzarsi fino ad afferrare la fessura di fondo (buona protezione con un friend 1) e proseguire quindi sul compatto muro grigio di sx (1 fix), sfruttando una serie di magnifiche tacche. Con difficile arrampicata portarsi sotto al tettino fessurato (dal fix i passaggi diventano obbligatori e improteggibili), superarlo sfruttando l’atletica fessura e portarsi quindi sul muro di dx (1 fix), tornare quindi verso sx e afferrando la fessura e il successivo blocco incastrato ribaltarsi su un terrazzino. (sosta 4: 1 fix da collegare con uno spuntone) (6B , 2 fix. Tiro chiave con passaggi obbligatori)

L5-salire nel diedro/camino strapiombante fino a una grande lama a sbalzo, superarla (la lama tiene ma comunque prestare attenzione) e ribaltandosi sopra afferrare la successiva atletica fessura. Uscire dal diedro in una zona facile ed erbosa andando a sostare sotto al grigio triangolo sommitale. (sosta 5: sosta di calata con 2 fix e maillon) (6A+ , lasciato nulla)

L6-dalla sosta salire verso dx fin sul filo di spigolo dietro al quale si trova una fessura, superarla con difficile arrampicata. Proseguire quindi sul filo del grande spigolo superando alcuni difficili ribaltamenti, il più ostico caratterizzato da una breve seppur strapiombante fessura. Giungere al termine del triangolo in una zona di grandi blocchi. (sosta 6: cordone su masso, utilizzato anche per la calata.) (6B , lasciato nulla. Prestare attenzione alla roccia un po’ lichenata)

DISCESA:

c.d.1: dal cordone fino alla base del triangolo terminale.

c.d.2: verticalmente fino a una sosta fuori via, posizionata qualche metro sotto alla S3.

c.d.3: quasi 60m fino alla base

NOTE: la via non è su una montagna famosa nè è molto lunga ma è bella e divertente, merita inoltre per l’ambiente meraviglioso, solitario e selvaggio che la circonda. La sola passeggiata in questo angolo dimenticato di montagna piemontese vale l’intera giornata. Molto suggestivo potrebbe anche essere un pernottamento all’Alpe di Lee, ben tenuta e abbastanza pulita. L’acqua si trova fino all’Alpe Balma.

 

VIA DUE SENZA TRE

APRITORI / DATA: Luca Brunati, Luca Enrico / 5 luglio 2015

ESPOSIZIONE: ovest

SVILUPPO: 200m, 5 lunghezze

DIFFICOLTA’: ED-, max 6C/6C+ o A0 (obbligatorio 6A+)

MATERIALE IN POSTO: spit-fix dove non ci si può proteggere più le soste

MATERIALE OCCORRENTE: 2 serie di friend BD fino al 3, triplicando eventualmente i N° 1, 3, 0.3, un N°4, alcuni microfriend, nut medio piccoli, 1 cordone lungo per sostituire eventualmente quello di calata dell’ultima sosta se si decide di fare il tiro comune alla KendoKan. Non necessari chiodi e martello. Corde da 60m.

DESCRIZIONE VIA:

L1-attaccare il diedro fessurato della prima lunghezza della via KendoKan. Si giunge sulla sx alla medesima sosta. (sosta1: 1fix da integrare con un friend) (6A , lasciato nulla)

L2-dalla sosta invece di salire in direzione del sistema di fessure giallastre percorso dalla KendoKan portarsi a sx verso l’inizio del grande diedro grigio. Superare un primo difficile e delicato passo prestando attenzione alla roccia (6A), proseguire quindi con bella scalata, solo a tratti un po’ sporca, sul fondo del diedro fessurato (V) fino alla base di una serie di tre tettini sovrapposti e macchiati di giallo. Il diedro forma ora una larga fessura verticale da vincere in dulfer, proteggersi sul suo fondo dove si origina un’altra fessura più stretta fino a moschettonare il fix. Proseguire con atletica scalata in dulfer fin dove la fessura si restringe nuovamente (6B+) e quindi in sosta (sosta 2: 1 fix da integrare) (6B+ , 1 fix sul tiro)

L3-segue ora un tiro magnifico che percorre tutto il lungo diedro giallo fessurato e la successiva fessura nera strapiombante. Dalla sosta attaccare il verticale diedro di dx, seguirne con magnifica arrampicata la fessura di fondo inizialmente più facile (6A) e che va via via restringendosi fino a che la parete diventa concava e la fessura, ora di dita, diviene strapiombante (6B+, proteggersi con microfriend e nut, utili 2 friend BD 0.3) (la roccia sulla faccia sx risulta un po’ friabile). Afferrare l’ottimo bordo del terrazzino e con un atletico ribaltamento ristabilirsi sul medesimo (1 fix). Con un tratto di roccia più cattiva afferrare la soprastante fessura nera strapiombante, aiutandosi con il maniglione sul bordo del tetto proteggersi con un ottimo BD2  e successivamente con un BD1. Il passaggio in libera è stato fatto per ora dal secondo di cordata ribaltandosi con un duro movimento a sx della fessura (6C/6C+), diversamente con un secondo BD1, da posizionare nella svasatura soprastante, è possibile superare il passaggio in A1. Una volta superato lo strapiombo proseguire, in piena esposizione, sul muro sfruttando ottimi appigli (possibile protezione con un BD0.75) e spostandosi verso dx giungere a una clessidra naturale. Dalla clessidra alzarsi e deviare a sx, sul comodo gradino dove è posizionata la sosta. (sosta 3: 1 fix da integrare) (6C/6C+ o A1, 1 fix sul tiro)

L4-dalla sosta salire sul muro di dx, afferrare una scaglia e sfruttando piccole ma buone tacche ribaltarsi sopra afferrando la fessura/lama orizzontale (ottimo BD0.5), rinviare quindi il primo fix e sfruttando ottimi appigli salire il muretto fino al secondo fix da cui con un difficile passo (per ora non liberato) ci si ribalta in una zona più facile, dove su rocce frammiste a erba si giunge alla sosta sotto al triangolo terminale. (sosta di calata comune alla via KendoKan) (6A+, 1 p.a. in libera 6C?, poi IV-III fino in sosta)

L5-se si vuole si può salire l’ultimo tiro della KendoKan sullo spigolo (sosta 5: cordone su masso, utilizzato anche per la calata.) (6B , lasciato nulla. Prestare attenzione alla roccia un po’ lichenata). Altrimenti calarsi da questa sosta.

DISCESA:

in comune con la via KendoKan

NOTE: la via supera il sistema di diedri a sx della KendoKan, di cui sfrutta il primo ed eventualmente ultimo tiro. La dulfer del secondo tiro è molto caratteristica, la fessura di dita del diedro è un tiro sorprendentemente bello in perfetto stile granitico, l’uscita diretta lungo la fessura strapiombante è da provare. L’ultima lunghezza prima della cengia è su un bel muro a tacche, rimane l’ultimo passo non provato in libera a causa di un più che imminente temporale, ma sfruttando un cubetto sulla faccia sx dovrebbe essere fattibile, anche se difficile.

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