Giro del Monte Marmottere (2192m)

17 Gen 2021 | Scialpinismo

un bel giro nella conca dei Tornetti con una discesa lato Val d’Ala su un pendio poco conosciuto ma molto remunerativo ed estetico

Giro del Monte Marmottere (2192m)

ALPI: Graie meridionali

VALLE: Val di Viù

LOCALITA’: Fraz. Tornetti, bivio per Sapai

ESPOSIZIONE: tutte

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 1720m

DIFFICOLTA’: BS

MATERIALE OCCORRENTE: normale dotazione scialpinistica

scendendo verso la Val d’Ala

ACCESSO:

Da Lanzo seguire le indicazioni per la Val di Viù raggiungendo l’abitato omonimo. Traversare il suo centro e quando la strada principale piega a sinistra proseguire invece diritto sulla strada secondaria che porta ai Tornetti. La strada è sempre percorribile ma nell’ultimo tratto può risultare innevata, pertanto prevedere un mezzo dotato di gomme termiche. Poco prima di giungere alla frazione si incontra sulla destra la strada (in inverno sempre innevata e comunque non percorribile da nessun mezzo) per Sapai, come indicazione si tenga presente che appena dopo la diramazione la strada principale attraversa un rio svoltando a sinistra. Il Roc Sapai è un evidentissimo torrione roccioso isolato, di serpentino con zone biancastre. Posteggiare alla meglio lungo la strada.

ITINERARIO:

Conviene seguire il tracciato della strada che porta a destra del torrione e successivamente lo supera adducendo ai vasti pendii superiori, esposti a sud. Il Marmottere è la punta che sovrasta la salita, a sinistra della depressione (Colle Pian Fum) che la divide dalle propaggini della rocciosa Rocca Moross. In alto si può risalire direttamente la dorsale a sinistra del colle arrivando sul crestone finale. Da qui si svolta a sinistra e con un centinaio di metri ancora di dislivello si giunge sulla vetta, rappresentata da una cresta orizzontale piuttosto stretta (circa 1100m di dislivello). Dalla vetta si riscende fin dove si era sbucati dal pendio sud ed  affacciandosi su quello opposto, a nord, si vede un vallone scendibile ma disturbato dalla vegetazione bassa. Si taglia allora più o meno in direzione nord est sulla cresta che delimita tale vallone, facendo un semicerchio. La traversata appare dal punto di partenza poco agevole e quasi in salita, in realtà si traversa senza grandi problemi fin dove si allarga a dorsale. Si percorre ancora questa in direzione Val d’Ala fino all’inizio del magnifico pendio che scende con esposizione all’incirca nord ovest.

in discesa dal Marmottere andando a prendere il pendio che scende verso la Val d’Ala

Lo si scende per circa 550m fino ad incontrare l’incisione del torrente e fin dove risulta pulito dalla vegetazione. Qui si ripella e ci si porta verso sinistra (faccia a valle) giungendo a un alpeggio.

pendio lato Val d’Ala e risalita verso il Ciriunda

Si tralascia il vallone di sinistra (che è quello sul quale si era traversato in cresta) e si punta ai pendii che si aprono a destra del Marmottere e che portano al colletto tra questa punta e il Monte Ciriunda (2244m). Passandoci appena sotto si devia a destra e si perviene all’ampia calotta che determina la punta del Ciriunda.

presso la vetta del Ciriunda

In discesa la si ripercorre scendendo poi nel vallone con esposizione est che nella parte inferiore riporta agli ampi e dolci pendii sopra al Sapai.

discesa dal pendio est del Ciriunda, verso Sapai

NOTE:

Un itinerario molto bello che permette di unire due grandi classiche della zona che tuttavia, se scese dai versanti meridionali, possono spesso presentare condizioni di neve crostosa. In questo modo invece si scia il bellissimo pendio lato Val d’Ala che grazie alla sua esposizione mantiene neve farinosa a lungo, così come la discesa ad est dal Ciriunda. Un abbinamento per una grande giornata di sci, su un versante, quello lato Val d’Ala, poco conosciuto e quindi quasi mai tracciato.

Sia per la discesa che per la risalita al Ciriunda è richiesta una buona capacità di valutazione della sicurezza del manto nevoso.

Le ultime News

Gian Piero Motti

Gian Piero Motti

Nell’illustrare le Valli di Lanzo in Verticale è impossibile non dedicare un capitolo a Gian Piero Motti. E’ stato il principale protagonista della scalata in queste valli, e soprattutto nella Valle Grande, a cavallo degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Di Motti si...

leggi tutto

I Partner

CHIEDICI INFORMAZIONI

4 + 13 =